Casapound fuori dal Salone del Libro, ma la Lega li fa entrare nelle scuole



Dopo le polemiche (e i conseguenti introiti economici che il "capitano" e i suoi amici di CasaPound si sono assicurati grazie a quella pubblicità gratuita), l'editore dichiaratamente fascista di Matteo Salvini è stato esluso dal Salone del libro di Torino.
Tra i volumi che avrebbe voluto esporre, troviamo quel "Diario di uno squadrista toscano" in cui i violenti gruppi di picchiatori vengono descritti come una «scuola di pensiero», di «stile» e di «goliardia». Oppure quello in cui viene teorizzato il «complotto ebraico» che fu alla base dei campi di sterminio.
Ma se gli italiani hanno cacciato i fascisti dal loro salone del libro, è la Lega ad averli fatti entrare le scuole dopo averli finanziati con denaro pubblico. Agli studenti delle scuole venete verrà infatti fornito un fumetto in cui, al posto di Topolino o paperino, propone fascisti e nazisti nella parte dei buoni.
Regione Veneto e Comune di Verona hanno infatti utilizzato denaro pubblico per regalare a studentesse e studenti la storia rivista e corretta secondo i parametri del vittimismo neofascista in un fumetto revisionista dal titolo "Sergio Ramelli, quando uccidere un fascista non era reato". Lo ha annunciato la solita Elena Donazzan, l'assessore alla pubblica istruzione che partecipa alle commemorazioni dell'RSI, che pretendeva un divieto all'insegnamento per le persone trans e che inviò una circolare alle famiglie venete sostenendo che i loro figli fossero a rischio «indottrinamento gender» nelle scuole.

Il fumetto, presentato alla Camera dei deputati il 27 aprile 2017 sotto l'egemonia di Ignazio La Russa, tenta di semplificare le realtà storiche e di presentare le persone di sinistra come persone brutte e cattive che vengono contrapposte all'angelico ragazzino fascista. E non c'è tavola in cui i fascisti non siano presentati come ragazzini buoni e gentili che giocano a pallone all'oratorio e che hanno sempre il sorriso sulla bocca.  Delle decine di militanti di sinistra uccisi da neofascisti ovviamente non v'è traccia.
L'editore è Ferrogallico, una casa editrice semisconosciuta specializzata in fumetti revisionisti che esaltano Mussolini e l'epica fascista. Dietro di loro c'è la casa editrice milanese Signs Publishing, fondata nel 2017 da cinque soci, tra cui Marco Carucci (l'ex portavoce di Forza Nuova a Milano, che quattro anni fa chiese la messa all'indice dei libri destinati a spiegare ai bambini le nuove famiglie) e Alfredo Durantini (dirigente lombardo di Forza nuova). Con loro, lo scorso anno Altaforte ha stretto una partnership per la distribuzione.

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Nella foto: al centro Francesco Polacchi, l'editore di Matteo Salvini e proprietario di Altaforte
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