Contrordine. Google torna a bloccare Gayburg



Siamo stati accessibili per meno di mezz'ora. Google è già tornata a censurare i contenuti di Gayburg in quella che appare come una barzelletta che non fa più ridere.
Davanti a chi sostiene che nella "libertà di opinione" debba rientrare l'odio, noi ci troviamo a dover combattere con chi sostiene che il sesso o la sessualità debbano essere censurati per falso perbenismo a fronte di una impossibilità a poter controbattere a quello che non ci viene detto.
Dobbiamo togliere una foto perché ce lo ordina Google? Piuttosto preferiamo chiudere che essere parte di un sistema che limita la libertà di espressione e di opinione. Staremo fermi alcuni mesi, ci svilupperemo un nostro sito e ci pagheremo un hosting che renda possibile pubblicare quelle immagini. Gli obblighi non ci piacciono, soprattutto se si tratta di ordini che non prevedono alcun diritto di replica.
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