Cresce il Piemonte Pride e le parate diventano cinque



L’11 maggio a Vercelli, il 1 giugno a Alessandria, il 15 giugno a Torino, il 6 luglio a Asti e 14 settembre Novara.
Il Piemonte Pride, nato due anni fa, cresce e avrà 5 appuntamenti cardine. Primo fra tutti il Torino Pride: la parata per i diritti delle persone LGBTQI (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, queer e
intersex) che anche nel 2017 ha coinvolto più di 100.000 persone, confermandosi come la più partecipata manifestazione del territorio dedicata al riconoscimento dei diritti di tutte e tutti e che si svolgerà il 15 giugno. Grazie al grande impegno di tante volontarie e tanti volontari, però, anche altre 4 città piemontesi ospiteranno un pride, alcune per la prima volta: Vercelli l’11 maggio,
Alessandria il 1 giugno, Asti il 6 luglio e Novara il 14 settembre.
Piemonte Pride significa anche un calendario di eventi di accompagnamento – fra cui I colori dell’amore organizzato a Cuneo a maggio da Granda Queer e il festival Prospettive ad Alba, sempre a maggio, a cura del collettivo De Generi – organizzati in tutte le province piemontesi su iniziativa delle tante associazioni LGBTQI del territorio e un coinvolgimento più marcato e trasversale di tutte le realtà della regione nell’organizzazione delle grandi parate dell’orgoglio.
I cinque pride avranno un documento politico condiviso che comprende le istanze di uguaglianza tra cittadini e cittadine che provengono dalla comunità LGBTQI e non solo, e attraverso il quale si chiede la rimozione di tutti i tipi di discriminazioni, stereotipi e pregiudizi che rappresentano un ostacolo al raggiungimento di una società equa e solidale.
“Il Piemonte Pride, giunto alla sua terza edizione, è un esperimento riuscito che ha creato una rete territoriale coesa che ha moltiplicato i pride sul territorio della nostra Regione partendo dalla felice
esperienza del Torino Pride per anni unico in Piemonte” – afferma soddisfatta Giziana Vetrano, coordinatrice Torino Pride – “siamo convinte e convinti che i pride continuino ad essere strumenti più che efficaci per combattere in modo capillare ogni tipo di discriminazione. Ancora oggi è necessario moltiplicare i pride perché possano, in futuro, non essere più necessari”.

IL DOCUMENTO POLITICO

Quest’anno ricorrono 50 anni esatti da quella notte dei Moti di Stonewall dove ebbe inizio il nostro cammino come comunità. Dopo tutto questo tempo sono ancora troppe le richieste rimaste inascoltate rispetto i diritti civili e sociali, soprattutto nel nostro Paese. Oggi più che mai non solo occorre lottare per ciò che manca ma si è chiamati anche a proteggere diritti e conquiste che fino a ieri potevano considerarsi tranquillamente acquisiti.
Le istanze della comunità LGBTQI* (Lesbica, Gay, Bisessuale, Transgender, Queer, Intersessuale et al.) non sfuggono a questo registro storico e in Italia non esiste una solida linea di tutela dei diritti affermata a livello legislativo, se non l’incompleta legge sulle unioni civili e la legge del 1982 sul cambio di genere per le persone transessuali.
I Pride rappresentano un’occasione centrale per esprimere fermamente e collettivamente che questi diritti devono essere riconosciuti: è attraverso il Pride che si dà voce alle tante richieste tuttora disattese, che si incrociano, in particolare in questo momento socio-politico, alle rivendicazioni di altri gruppi e individui discriminati.
Esattamente 50 anni fa, in uno scenario socio-politico di repressione e da una serie di violenti scontri fra la comunità omosessuale / transessuale e la polizia avvenuti a New York, il 28 giugno 1969 la nostra comunità marciò per la prima volta in maniera compatta, a seguito dell’ennesima irruzione violenta e immotivata dei poliziotti in un bar gay nel Greenwich Village, lo Stonewall Inn. Il 28 giugno è considerato simbolicamente il momento della nascita del movimento di liberazione LGBT moderno in tutto il mondo ed è stato scelto come data per la “Giornata mondiale dell’orgoglio LGBT*” o “LGBT* Pride”. Come la Giornata della Memoria, la Giornata Internazionale della Donna, la Festa della Liberazione la Festa dei Lavoratori merita lo status di celebrazione.

Il PRIDE è celebrazione
Dal carattere commemorativo ma al tempo stesso festoso, richiama la tradizione del carnevale a cui spesso la parata viene accomunata in modo poco lusinghiero: il carnevale, tuttavia, è il momento dell’anno in cui fin dall’antichità tutte e tutti, per un giorno, sono uguali, e possono dileggiare bonariamente i potenti, attraverso il rovesciamento dei ruoli e la libera espressione di
caratteristiche personali che rimangono celate, quando non esplicitamente osteggiate, nel resto dell’anno.

Il PRIDE è antifascista, antirazzista e di lotta
Oggi più che mai, l’attuale governo e organizzazioni di ispirazione dichiaratamente fascista e contro le libertà personali favoriscono linguaggi e pensieri di matrice discriminatoria nei confronti di fasce sociali esposte come i migranti, le persone LGBTQI* e le donne. Sperimentiamo sempre più spesso nel nostro Paese diverse occasioni di repressione sociale e appiattimento culturale dove si tenta di silenziare le voci fuori dal coro e alcuni quartieri vengono addirittura militarizzati. Questo produce un disorientamento per l’opinione pubblica che sempre più confusa non sa bene come e dove collocarsi.

Il PRIDE è intersezionale
Le esperienze delle persone non sono mai inquadrabili in un modello precostituito e al Pride le differenze marciano insieme nel loro splendore, senza giudizi e senza censure. Per questo motivo il Pride ancora oggi rappresenta una delle piazze più affollate e più rilevanti che, ancora con forza e determinazione, combatte questo sempre più aggressivo tentativo di normalizzazione a appiattimento al pensiero unico che proviene oggi addirittura dai palazzi che dovrebbero tutelarci tutte e tutti.

Il Piemonte Pride
Il Piemonte Pride è una piattaforma regionale al quale aderiscono i Pride del Piemonte che nel 2019 sono cinque: Alessandria, Asti, Novara, Torino e Vercelli. Queste realtà e le associazioni coinvolte nell’organizzazione riconoscono nella loro adesione l’insieme di valori, ideali e obiettivi comuni ai loro percorsi di militanza.
Nel contesto sociale e politico attuale il Piemonte Pride reputa di prioritaria importanza le istanze di uguaglianza tra cittadini e cittadine che vengono dalla comunità LGBTQI*, e non solo, chiedendo di rimuovere tutti i tipi di discriminazioni, stereotipi e pregiudizi che rappresentano un ostacolo al raggiungimento di una società equa e solidale.
Tra i temi portati avanti dal Piemonte Pride rimane centrale l’autodeterminazione dei corpi, il diritto di esprimere in libertà le proprie caratteristiche personali e i propri desideri, e di vivere secondo la propria volontà, quando questo non danneggi altri e altre. La naturalizzazione dell’eterosessualità e del binarismo di genere, che sono al contrario strutture costruite storicamente e culturalmente, è divenuta una sorta di crociata che tenta di impressionare e convincere non tanto gli avversari quanto i legislatori, i parlamentari, i giornalisti e la società civile e si pone l’implicito obiettivo di mantenere in posizione subordinata e sottomessa non soltanto la comunità LGBTQI* ma anche tutto il genere femminile.
Il mancato riconoscimento dei diritti fondamentali rappresenta una contraddizione e una sconfitta sociale, culturale e rappresenta ciò che di più distante può esserci dall’articolo 3 della Costituzione Italiana: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della
Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Esprime uno dei principi più significativi della Costituzione Repubblicana: conseguenza diretta dei valori ereditati dalla Rivoluzione francese (libertà, uguaglianza e fraternità), è in linea con la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. La proclamazione del principio di uguaglianza segna una netta rottura nei confronti del passato, quando la titolarità dei diritti e dei doveri dipendeva dall’estrazione sociale, dalla religione o dal sesso.
Le lotte del movimento LGBTQI* dai drammatici eventi dello Stonewall Inn ad oggi hanno provocato una mutata attenzione nei confronti delle istanze avanzateda parte dell’opinione pubblica, dei mezzi di comunicazione e della classe politica. Tale attenzione, tuttavia, non corrisponde ancora al completo riconoscimento delle rivendicazioni della comunità. Occorre insistere sul piano istituzionale per ottenere i diritti ancora negati e, al contempo, continuare ad aprirsi a un confronto con la società civile per decostruire, attraverso il dialogo, i pregiudizi che ancora sono diffusi nei confronti delle persone LGBTQI*.
Nel ranking dei diritti elaborato da ILGA Europe nel 2018 l’Italia ottiene il 27%, punteggio nel RAINBOW INDEX, indice che valuta i Paesi europei rispetto a variabili come uguaglianza e nondiscriminazione, famiglie LGBT, hatespeech, crimini d’odio, riconoscimento giuridico delle persone transgender, spazi sociali friendly.
Questo punteggio è piuttosto sconfortante se paragonato, ad esempio, al 78% della Norvegia o al 73% di altri paesi. Il Report ILGA 2018 mette in evidenza per l’Italia il vuoto giuridico necessario per la tutela delle Famiglie Arcobaleno, l’assenza di tutela nei confronti del bambino impedendo la registrazione come madri nei casi di maternità surrogata, e l’attacco delle organizzazioni che imbracciando le armi della cosiddetta “teoria del Gender” impediscono la formazione e sensibilizzazione contro le discriminazioni nelle scuole. Ancora molta strada da fare, quindi, e molti punti da conquistare nella classifica dei diritti umani per il nostro Paese.

Le Rivendicazioni
Migranti LGBTQI. Chiediamo maggior interesse e tutela a favore delle persone migranti LGBTQI, ovvero quei soggetti che fuggono dal loro paese di origine perché perseguiti a causa del loro orientamento sessuale e/o identità di genere. Queste persone vivono una doppia discriminazione, la loro esperienza intersezionale produce esiti complessi a partire dalla prima fase vissuta nei centri di accoglienza, non sempre preparati al tema e che necessitano di maggior formazione. Ius Soli, migranti e rifugiati. Chiediamo la riforma della politica applicata in merito ai rifugiati e in particolare l’abrogazione del Decreto Sicurezza approvato dal governo Conte che sta complicando il procedimento per ottenere la cittadinanza. Stiamo già vivendo gli effetti negativi dello smantellamento progressivo del sistema di accoglienza e integrazione.
Città e spazi aperti. Chiediamo che gli spazi sociali e di fermento culturale vengano protetti e tutelati nell’interesse di chi li vive e dell’intera comunità. Chiudere gli spazi non è mai la soluzione ai problemi di irregolarità specifiche e i metodi di intervento che celano delle “prove di forza” a danno delle persone coinvolte non sono accettabili, nemmeno e soprattutto se possono scatenare reazioni di violenza.
Protezione della legge 194. Chiediamo la difesa di questa legge a tutela della maternità e l’interruzione di gravidanza volontaria dagli attacchi messi in atto dai rigurgiti di cultura primitiva. La legge 194 non deve essere toccata o messa in pericolo dalle visioni oscurantiste che vedono la donna unicamente in uno schema precostituito di moglie e madre, ovvero a procreare perché si deve e per dare “figli alla patria”.

Tutela della salute. Chiediamo che la nostra regione preveda la gratuità della vaccinazione dell’HPV almeno per le categorie più a rischio come gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini, gratuità che è già prevista in altre regioni come la Lombardia per questi gruppi fino a una soglia di età.

Formazione ed educazione. Chiediamo la tutela al diritto di corretta in/formazione, sensibilizzazione ed educazione, in particolare in ambiente scolastico. Affinché l’informazione sia libera da censure e non contribuisca alla discriminazione attraverso la formazione di stereotipi, bensì per costruire una società accogliente nei confronti di ciò che è considerato “diverso” e in cui la discriminazione venga condannata, anziché incoraggiata come sta avvenendo su tutti i palcoscenici sociali, mediatici e politici.

Legge contro l’omo-bi-transfobia. Chiediamo l’estensione della legge Mancino – che prevede aggravanti penali ai crimini di «odio per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi» – anche ai crimini d’odio commessi con l’intento di denigrare l’orientamento sessuale e l’identità di genere.

Contrasto della violenza di genere. Omofobia e transfobia sono figlie della stessa cultura patriarcale che nutre la violenza degli uomini contro le donne. Chiediamo politiche efficaci di contrasto a questo fenomeno, attraverso strumenti penali, ma soprattutto educativi e culturali, perché la repressione non può bastare. Rivendichiamo la centralità dell'attività dei centri antiviolenza, che vanno adeguatamente finanziati.

Legge sul cambio di genere. Chiediamo la riscrittura completa della legge 164, affinché sia garantito a tutti e tutte il diritto all’autodeterminazione del proprio corpo e della propria identità di genere, anche sui documenti di identità senza obbligo alla demolizione del sesso biologico. La forma attuale della legge contribuisce a esporre le persone Trans a forti discriminazioni nella vita quotidiana e in ambito lavorativo.

Intersessualità. Chiediamo di cessare la pratica delle riassegnazioni chirurgiche del sesso dei bambini nati con genitali ambigui (intersex), affinché la persona direttamente coinvolta abbia la possibilità di esprimersi autonomamente, al raggiungimento di un’età in cui abbia la facoltà di esercitare appieno il proprio diritto all’autodeterminazione e sia in grado di dare il proprio consenso informato a eventuali trattamenti.

Matrimonio egualitario. Chiediamo che le coppie costituite da persone dello stesso sesso abbiano uguale dignità e i medesimi diritti assicurati alle coppie eterosessuali. La legge italiana favorisce, di fatto, un principio antidemocratico e discriminatorio, non garantendo alle coppie omosessuali l’accesso al matrimonio: chiediamo parità di diritti anche su questo piano, parità ormai tutelata in molti paesi d’Europa e non solo.

Unioni civili. Chiediamo che le unioni civili, di tipo diverso rispetto al matrimonio, siano accessibili a tutte e tutti i cittadini, e non soltanto alle coppie dello stesso sesso in quanto formazioni sociali specifiche con una regolamentazione dedicata come avviene oggi, affinché sia garantito il diritto di scegliere in libertà da quale istituto giuridico ci si senta meglio rappresentati e tutelati.

Adozioni. Chiediamo che venga garantita la possibilità di adozione di minori da parte di singoli, singole e coppie, indipendentemente dall’orientamento sessuale di chi ne fa richiesta; anche in questo caso, come già avviene in molti paesi europei e non solo.

Tutela di figli e figlie di coppie omogenitoriali. Chiediamo l’introduzione della possibilità per ogni genitore di riconoscere alla nascita i propri figli attualmente garantita soltanto al genitore biologico, affinché entrambe le figure genitoriali siano riconosciute e chiamate alla responsabilità della propria prole, vedendo salvaguardata la relazione con i figli.
Chiediamo l’adozione piena e legittimante da parte del genitore sociale, anche nei casi di avvenuta separazione della coppia genitoriale. Reputiamo fortemente discriminatoria la continua necessità di deleghe per il genitore non biologico per prendersi cura dei propri figli. Rimane altresì inaccettabile che un genitore divenuto tale in una coppia omosessuale sia costretto ad adottare il proprio figlio
sociale attraverso un oneroso percorso in tribunale dall’esito incerto.
Reputiamo ancora più ingiusto per i bambini e le bambine il disinteresse dimostrato dallo Stato nel garantire la continuità affettiva e materiale con il genitore non biologico incrinandone non solo la loro fiducia in un'istituzione che li considera essenzialmente “figli di un Dio minore”, ma compromettendone la serenità con il mancato riconoscimento delle famiglie nelle quali crescono.

Procreazione medicalmente assistita. Chiediamo l’abolizione della Legge 40 e la parità di diritti per tutti e tutte all’accesso alla Procreazione Medicalmente Assistita.

Poliamore. Chiediamo il riconoscimento e la tutela sul piano giuridico delle forme di convivenza e relazione poliamorosa, che rappresentano una realtà esistente nel seno della comunità LGBTQI e non solo. Tale riconoscimento deve mirare sia a garantire l'esercizio di diritti civili da parte dei componenti delle stabili relazioni poliamorose nei confronti dei/lle partner, sia la loro piena dignità
sociale quali forme di solidarietà e affetto di tipo familiare.

Lavoro e welfare. Chiediamo rispetto, libertà, dignità per lavoratori e lavoratrici, e leggi che non favoriscano la precarizzazione del mercato del lavoro. Rivendichiamo, inoltre, l’affermazione di un welfare universale.

Diritti sessuali. Chiediamo il riconoscimento dei diritti sessuali delle persone disabili e della figura dell’assistente sessuale.

Legge su eutanasia e suicidio assistito. Dopo il riconoscimento del diritto di stilare le Dichiarazioni Anticipate di volontà nei Trattamenti sanitari, chiediamo l’approvazione di una legge
che garantisca ai cittadini anche il diritto alla libera scelta per quanto riguarda il fine vita, affinché porre fine ad agonie prolungate e ad accanimento terapeutico diventi una possibilità concreta.

Tutela del clima. Chiediamo politiche di contrasto al cambiamento climatico nello spirito di quanto rivendicato dal movimento Fridays for Future, nei cui obiettivi ci riconosciamo. Questo si traduce in
un impegno maggiore e concreto da parte delle istituzioni locali e nazionali nel prendere provvedimenti di tutela nei confronti del clima e della nostra terra.

Diritti nel mondo. Le persone lgbtqi sono ancora in troppi Paesi del mondo discriminate, perseguitate e uccise, dalla Turchia al Brunei, dalla Russia alla Nigeria. Rivendichiamo il rispetto
della dignità e dei diritti delle persone lgbtqi ovunque vivano, e chiediamo alle istituzioni locali, nazionali ed europee di impegnarsi per la loro promozione, anche rifiutando rapporti politici ed economici con i governi nemici delle libertà e dei diritti fondamentali.


IL VERCELLI PRIDE

Il Vercelli Pride è una manifestazione organizzata da Arcigay Rainbow Vercelli Valsesia, l'associazione LGBTI+ della Provincia di Vercelli. Si tratta della prima marcia dell'orgoglio LGBTI+ nella storia della città di Vercelli. Il corteo sarà l'11 maggio 2019, con concentramento alle ore 15.00 in Piazza Roma, a Vercelli. Tema del Vercelli Pride, oltre alla rivendicazioni classiche delleminoranze sessuali e di genere, è l'esperienza dei migranti LGBTI+.
Arcigay Rainbow Vercelli Valsesia, infatti, organizza un importante gruppo attivisti rifugiati e richiedenti asilo LGBTI+ africani, AfricArcigay. Abbiamo voluto mettere al centro della nostra manifestazione la visibilità, l'esperienza e i diritti dei nostri rifugiati e richiedenti asilo.
Il Vercelli Pride è quindi una manifestazione intersezionale: lottiamo per i diritti delle persone lesbiche, gay, bisex, trans, intersex, asex, eccetera, e anche per i diritti e la dignità delle persone migranti. La sintesi delle due battaglie è incarnata dai migranti LGBTI+.

L’ALESSANDRIA PRIDE

Il primo pride di Alessandria si svolgerà il 1 giugno con il patrocinio della Regione Piemonte, della Provincia di Alessandria e del Comune di Alessandria. La parata dell’orgoglio è organizzata da Tessere Le Identità, un’associazione LGBTQI nata ad Alessandria nel 2013.
L’associazione si è posta l’obiettivo di creare un ambiente sicuro e privo di discriminazioni in provincia di Alessandria.
Per questo Tessere le Identità collabora con tutte le realtà che si occupano di discriminazione di genere e organizza eventi e incontri che si focalizzino sulla lotta contro l’omotransfobia.
In questi anni, l’associazione ha incontrato studenti di scuole superiori e medie, studenti universitari, cittadini e associazioni locali e non per portare informazioni e cultura.
Dal 2016 fa parte del Coordinamento Torino Pride e, sulla base della esperienza pluriennale, ha deciso nel 2019 di organizzare per la prima volta, un Pride nella città di Alessandria.

IL TORINO PRIDE

Il Torino Pride, che si svolgerà il 15 giugno con partenza da corso Principe Oddone alle ore 16.30 è dichiaratamente internazionalista e intersezionale. Il superamento di confini, sbarramenti e steccati non è infatti soltanto legato alla liberazione di persone e comunità segregate, compresse o discriminate. È anche un invito programmatico alla liberazione dai recinti interni che ancora dividono le varie anime delle lotte per i diritti civili. E, ancora, un impegno a far cadere i residui muri pregiudiziali che ciascuno e ciascuna di noi porta dentro di sé.
Il claim 2019 è Over the borders. Lo sguardo sul mondo, avvolto dall’arcobaleno dai sei colori della bandiera rainbow simbolo della comunità LGBT, propone un cambio di prospettiva. Confini e limiti non hanno nulla di naturale; visti dall’alto non si riconoscono che varianti armoniche di colori e forme, parti di un tutto. Questa prospettiva pone pure al centro dell’attenzione un riferimento alle situazioni ambientali e climatiche che, fuor di metafora, devono vederci uniti e concordi, certo non omologati quanto piuttosto plurali, a lanciare una scarpa di sfida oltre la criminale indifferenza dei governi.
Il più grande pride del Piemonte e uno dei maggiori a livello nazionale è organizzato dal Coordinamento Torino Pride GLBT, membro di Ilga Europe (l’organizzazione internazionale non governativa che riunisce 422 realtà LGBTQI di 45 paesi europei), è costituito dalle associazioni Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender operanti sul territorio della Regione Piemonte, insieme a realtà non LGBT impegnate nel sostegno dei valori della laicità, del rispetto delle differenze. Progetta e organizza iniziative politiche, sociali e culturali sul tema dei diritti delle persone LGBT, a difesa della loro identità e dignità e per il superamento di ogni forma di pregiudizio e discriminazione legati all'orientamento sessuale e all'identità di genere.


L’ASTI PRIDE

Sono passati 50 anni dai moti di Stonewall (New York giugno 1969), considerati il momento che segnò la nascita del movimento di liberazione gay prima negli Stati Uniti e poi in tutto il mondo. A distanza di mezzo secolo esatto da STONEWALL, il 6 luglio, anche Asti avrà il suo Pride. Il motto scelto è “volli, sempre volli, fortissimamente volli”. Una citazione di Vittorio Alfieri, drammaturgo e poeta astigiano la cui immagine è declinata nel logo ufficiale, per far comprendere la determinazione e l’impegno con i quali la comunità LGBTQI astigiana in questi ultimi anni ha portato avanti istanze e rivendicazioni nazionali anche in sede locale.
L’Asti Pride è promosso da Nuovi Diritti Cgil Asti, Love is Love Arcigay Asti e ARCI Asti, Langhe e Roero.
Nuovi Diritti Cgil Asti
Nel gennaio 2013 nasce l’Ufficio NUOVI DIRITTI Cgil Asti, l’unico in regione Piemonte, ufficialmente istituito e pienamente operante. L’ufficio rappresenta a livello territoriale, il sistema
NUOVI DIRITTI della Cgil nazionale che opera da circa 30 anni.
Love is Love Arcigay Asti
Nel 2015 nasce ufficialmente l'Associazione Love is Love che inizia la sua attività organizzando periodicamente eventi culturali, aperitivi, concerti e flash mob nelle piazze cittadine. L'obiettivo di
Love is Love è quello di combattere ogni forma di discriminazione, con particolare attenzione a quelle legate all'identità sessuale, attraverso l'informazione e la cultura.
Nel 2017 Love is Love si affilia alla rete Arcigay nazionale e crea il suo sportello d'ascolto dove diversi ragazzi e famiglie vengono accolti, ascoltati e indirizzati.
ARCI Asti Langhe e Roero
ARCI è schierata dalla parte della pace, dei diritti, dell’uguaglianza, della solidarietà, del libero accesso alla cultura, della giustizia sociale, dei valori democratici. Promuove cultura, socialità, solidarietà, partecipazione, democrazia ARCI è formata da circoli e associazioni in cui ogni giorno le persone si incontrano, condividono idee e passioni, si divertono e si impegnano per un mondo più giusto e, per questo, ARCI Asti Langhe e Roero quale circolo provinciale ha quindi colto con grande soddisfazione la possibilità di essere parte attiva per la promozione del primo Pride di Asti.


IL NOVARA PRIDE

Il secondo pride di Novara si svolgerà il 14 settembre con il claim 50 anni di ‘69. Come per la passata edizione verrà organizzata anche una settimana di appuntamenti di avvicinamento alla grande parata arcobaleno, la Pride Week, che si svolgerà dal 7 al 14 settembre.
Il Novara Pride è organizzato da:
Novara Arcobaleno, associazione LGBTQIA+ (lesbiche, gay, bisex, trans, queer, intersex, asex, ...) della città e della provincia di Novara, nata nel 2013, che si occupa di creare momenti di ritrovo, appuntamenti culturali, formazione e informazione nelle scuole e nella città sui temi dei diritti, della discriminazione e della salute.
E da:
AGeDO Novara, l'’associazione di amici, parenti e genitori di persone omosessuali nata nel 1992 con sede nazionale a Milano. Nel 2018 ha aperto a Novara il primo punto d'ascolto, che si è costituito come associazione nel 2019.
Offre supporto alle famiglie e formazione sulle tematiche dei diritti, collabora con enti pubblici, scuole e associazioni.
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