Gli ex adinolfiniani: «Il vescovo impedisca il pride. Il regno di Dio è di Forza Nuova»



Pare sia ormai gara tra Salvini e neofascisti su chi stuprerà maggiormente il nome di Dio come legittimazione all'odio. Se il leghista assicura che la Madonna lo voterebbe pur di vedelo legalizzare l'omicidio e respingere i disperati al solo fine di compiacere il razzismo dei padani (ossia quelli che sino a ieri non volevano manco i terroni dato che Salvini giurava sul dio Po che puzzassero), i suoi amici di Forza Nuova hanno scritto una lettera al vescovo di triste per sostenere che Dio sia fasciata e che odierebbe i gay quanto loro.
«Sua Eccellenza, deve intervenire per fermare il Gay Pride del 29 giugno a Treviso, manifestazione che già altrove ha visto atti osceni e blasfemie. A nome di tutti i cattolici». Dicono i fascisti di Forza
Non solo. Lorenzo Damiano e Gloria Callarelli, candidati di Forza Nuova alle europee ed esponenti dell’associazione integralista "Pescatori di Pace" ed ex candidati del partito di Mario Adinolfi,aggiungono: «Siamo qui a chiedere con un accorato appello che il rappresentante della Chiesa della Diocesi trevigiana non solo annunci la parola di Dio per le strade ma intervenga in prima persona con tutta la Diocesi per dire no a questi eventi scadenti nelle oscenità e conditi di blasfemia», scrivono i due, che dicono di unirsi «al coro di altre associazioni ed entità cattoliche che ci supportano», e di scrivere «da cattolici e da padri e madri di famiglia, da fedeli».
Per i due fascisti di Forza Nuova, il gay pride sarebbe un evento «che non rispetta la cultura cristiana e la morale della società», e che rischia «di scandalizzare e mettere confusione in famiglie e bambini che inevitabilmente potrebbero assistere alla manifestazione» crudeltà mediatica e sociale, probabilmente anche a causa di una mancanza di noi genitori. E da prassi stuprano anche San Paolo: «Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né depravati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né calunniatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio».
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