La Corte Suprema del Brasile ha sancito che omofobia e transfobia sono penalmente perseguibili



La Corte Suprema del Brasile ha deciso che, nonostante l'assenza di una legge contro l'omofobia, ogni discriminazione contro le persone lgbt dovrà essere ritenuta penalmente perseguibile in base al principio contenuto nella legge contro il razzismo.
E se è facile immaginare che ben presto i siti integralisti inizieranno a dire che i gay vogliono essere ritenuti una "razza" a parte e che siano razzisti verso quel povero Pillon che non può neppure pretendere di essere ritenuto superiore a loro, la Corte ha semplicemente osservato che il principio non può proteggere una categorie per escluderne un'altra (motivo per cui anche gli eterosessuali sarebbero protetti se mai dovesse capitare loro di subire improbabili discriminazioni dettate dal loro orientamento sessuale).
La decisione, che è passata per il voto favorevole di 6 giudici su 11, darà più protezioni alla comunità LGBTQ+ in un Paese in cui l'odio omofobico pare fuori controllo. Solo nell'ultimo anno, almeno 141 sono state state uccise in virtù del loro orientamento sessuale o della loro identità di genere.
Da prassi, la Chiesa cattolica e il movimento evangelico si sono adoperate per cenare di impedire che le persone lgbt potessero essere protette da quella violenza omofobica che troppo spesso viene giustificata proprio in nome della religione.
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