La setta di Mercogliano presenta un esposto contro i figli dei gay: «I loro diritti non possono esistere»



Secondo il gruppo omofobo "Noi per la famiglia", fondato dall'ex rappresentante di Adinolfi in Campania, la legge prevederebbe che i figli dei gay siano ritenuti inferiori agli altri.
Nonostante nella sentenza da lui citata non si faccia riferimento all'orientamento sessuale dei genitori, lui pare voler inveire solo contro i gay, quasi non avesse problemi con gli eterosessuali che sfruttano la povertà delle donne russe anziché ottenere l'aiuto di donne che la legge canadese e statunitense appurano derivi da una scelta e non dalla necessità.
Mostrandoci di quale ferocia sia capace questa gente, è ai giornali che la setta di Mercogliano sbraita: «Come denunciato nell'esposto, abbiamo fatto presente che la trascrizione di atti di nascita di figli avuti all'estero, con la pratica dell'utero in affitto o la fecondazione in vitro sono vietate perché vanno in contrasto con l'articolo 12 della Legge 40 del 2004 che regola la procreazione assistita. Viene meno il rapporto di filiazione naturale cosi come stabilito dall'ordine pubblico. Mi dispiace dover far constatare al sindaco di Francavilla che avevamo ragione noi, e che in nome dell’ideologia dell'autodeterminazione che vorrebbe regalare diritti dove questi diritti non possono esistere, non si può interpretare la legge italiana».
Peccato che il rapporto di filiazione naturale venga meno anche nel caso del fondamentalista Massimo Gandolfini o dell'omofobo Filippo Fiani, eppure pare che nel loro caso non ci siano problemi perché i due vanno nelle piazze a sbraitare che a loro piace la patata.
Numerose sezioni della legge 40 sono state oggetti di svariate sentenze di incostituzionalità da parte della Corte costituzionale, eppure è quasi patetico come i gruppi d'odio vi si appellino nella speranza di poter distruggere le famiglie altrui e di rendere orfani dei bambini.
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