Riccardo Cascioli torna a chiedere una Chiesa fondata sull'omofobia



Riccardo Cascioli assicura che lui sarebbe più gradito alla Madonna in quanto maschio a cui piace la figa. E sta ormai diventando noioso il suo piagniseo su come lui non tollera che il nome di Dio possa non essere bestemmiato a scopo discriminatorio come lui è solito fare.
In un articolo pubblicato sulla sua Nuova Bussola Quotidiana, tale Ermes Dovico ci spiega che i gay sarebbero malati dato che non amano la fregna quanto il suo direttore. Scrive:

Da Milano a Palermo, da Bergamo (con la presenza del vescovo Beschi) a Trapani, anche quest’anno diverse parrocchie hanno programmato fiaccolate e veglie per la Giornata internazionale contro l’omofobia, che mira a diffondere il linguaggio Lgbt pure all’interno della Chiesa, con il fine di sovvertirne l'insegnamento sull'omosessualità.

Stando alla sua teoria, chi ha impedito di bruciare le donne sul rogo o chi ha smesso di accusare di possessione demoniaca gli epilettici sarebbero mostri che hanno sovvertito l'insegnamenro del magistero. Fosse per loro, probabilmente si brucerebbero ancora le donne o si punirebbero i malati.

In un linguaggio che lascia senza parole per la sua inumana violenza, l'articolo incalza:

La parola d'ordine è normalizzare, coinvolgendo nel processo l'ultimo baluardo a protezione della verità sull'uomo: la Chiesa. Anche quest’anno è tutto un pullulare di veglie, fiaccolate, marce, preghiere, in programma intorno al 17 maggio, data ormai assurta a Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia.
Neologismi che secondo la cultura egemone dovrebbero esprimere la “paura” o l’“odio” verso omosessuali, bisessuali e transessuali - e anche qui bisognerebbe usare le virgolette perché siamo tutti semplicemente maschi o femmine - ma che in realtà sono parte di un vocabolario creato ad hoc dalle organizzazioni Lgbt per cooptare quanti più soggetti alla loro causa e silenziare coloro che non aderiscono al verbo arcobaleno. Verbo dal quale prendono le distanze, è bene ricordarlo, molte persone con un'attrazione omosessuale, che non si riconoscono nell'ideologia propagata dalle suddette organizzazioni e si sforzano di vivere in castità.

Sostenuto che il sesso sarebbe una prerogativa riservata al loro direttore in virtù di come ami ripetere che a lui piace la patata, non si chiarisce in che modo quell'infoiato di Cascioli dovrebbe sentirsi legittimato a chiedere che ai gay sia impedito di poter far sesso. Sarà che lui se ne frega di cosa diceva Gesù sulle pagliuzze e sulle travi, ma perverso è il suo porsi come emblema del volere di Dio.

Si passa così all'elogio delle preghiere contro i gay e alla diffamazione di chi le contrasta:

Nel caso di Bergamo, ieri sera perfino il vescovo Francesco Beschi ha partecipato all'apposita veglia «per il superamento dell'omofobia e della transfobia» che si è svolta alla chiesa di San Fermo, con la partecipazione dei valdesi. Beschi è lo stesso vescovo che l'anno scorso fece annullare l'adorazione eucaristica in riparazione al gay pride cittadino, organizzato passando attraverso un sostanziale e vergognoso accordo con la Diocesi. Quale sarà il prossimo passo?
[...] Cattolici e valdesi insieme, dunque, a Bergamo e non solo, secondo uno schema “ecumenico” consolidatosi negli anni, che in queste veglie vede anche la partecipazione di battisti, luterani e metodisti, come si può leggere su Gionata, uno dei più noti portali che spingono per la normalizzazione dell'omosessualità nella Chiesa, a cominciare dal nome stesso, con cui si pretende di pervertire la Bibbia tramutando l'amicizia fraterna tra Gionata e Davide in una relazione omosessuale. Da un lato si chiedono artatamente “rispetto” e “accoglienza”, dall'altro ci si fa beffe della Sacra Scrittura, che più volte condanna in modo esplicito, tanto nel Vecchio quanto nel Nuovo Testamento, la sodomia. La Sacra Scrittura viene quindi parodiata e deformata per stravolgere l'insegnamento della Chiesa, ingannando molti di coloro che attraverso la lettura, in atteggiamento orante, della Parola di Dio potrebbero davvero avvicinarsi a Lui.

Detto da un sito che stupra le sacre scritture per promuovere odio, razzismo, misoginia e xenofobia, l'accusa è alquanto patetica. Eppure è inveendo come indemoniati che Dio sarebbe odio che incalzano:

Chi si professa cattolico non cerca di cambiare, come tentano padre James Martin e compagni, bensì segue l'insegnamento bimillenario contenuto nel Catechismo, che in accordo con la Tradizione dichiara che «“gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati”. Sono contrari alla legge naturale. Precludono all'atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati» (CCC 2357). Al punto successivo il Catechismo ricorda che tutti coloro che hanno tendenze omosessuali «devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione» e queste persone «sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione» (CCC 2358). Così concludendo: «Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un'amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana» (CCC 2359).
Diversi ex-gay hanno testimoniato di aver trovato in queste parole la loro salvezza, e la vera libertà. Pensare di non insegnarle più non fa il bene di nessuno, né di chi dovrebbe riceverle né di chi è chiamato a trasmetterle.

Se Cascioli è un noto sostenitore di quelle fantomatiche "terapie riparative" che spingono gli adolescenti al suicidio, patetico è il syo tentativo di usare un linguaggio fuorviate che tenta di soacciare l'odio per un atto d'amore.
Commenti