Salvini si accomuna a Vox. Ed infatti anche i neofascisti spagnoli hanno usato bot per diffondere odio



Lo scorso dicembre, l'analisi di un milione di follower di Matteo Salvini mostrò come ben 306.265 di essi fossero profili senza foto che seguivano un massimo di cinque account. Non serve essere esperti informatici per capire si trattasse di bot governati da computer al fine di creare consenso attorno al "capitano" e alla sua retorica suprematista.
Mentre assistiamo alla denuncia per vilipendio di chi osa accusare Salvini di fascismo da parte della Digos, il leghista continua a far pubblicare i suoi libri a CasaPound o ad esprimere vicinanza agli altri partiti neofascisti europei:




Se nella neolingua leghista l'odio omofobico diventa «difesa della famiglia tradizionale» e il razzismo viene spacciato per «buonsenso», ad accomunare il padano ai neofascisti spagnoli è anche il ricorso ai bot come mezzo di propaganda politica basata sulla creazione di paure e di odio.
El Paìs dà infatti notizia di come Vox avrebbe utilizzato dei bot venezuelani per pubblicare migliaia di tweet volti a diffondere odio contro l'Islam a sostegno della loro dialettica razzista.
Peccato che questa volta la piattaforma di Bannon abbia fallito e che il vero buonsenso abbia portato gli spagnoli a preferire i socialisti ai neofascisti.
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