Sboarina porta a Verona il ballerino ucraino che odia i gay e disprezza le donne



È il Circolo Pink di Verona a denunciare l'ennesimo atto politico che guarda verso l'estrema destra. Attraverso un comunicato stampa, il collettivo scrive:

E così Verona ha trovato il suo Romeo. È di qualche giorno fa l’annuncio della prima mondiale all’ Arena di Verona dello spettacolo “Romeo + Giulietta”, balletto in atto unico con protagonisti star della danza mondiale come Sergei Polunin, Alina Cojocaru e Johan Kobborg in veste di coreografo. Un grande evento per la danza veronese, ormai piuttosto parca di occasioni per il pubblico ballettofilo.
Ma tutto questo avverrà il 26 agosto in quell’Arena in cui il prestigioso corpo di ballo è stato dismesso e in cui i ballerini sono stati fatti danzare tra precariato, sottoutilizzo, obbligo ad accettare contratti diversi da quelli previsti per i tersicorei, svolgimento di mansioni inferiori e non qualificate come quelle di comparsa e, infine, aule di tribunale. Il sindaco Sboarina in campagna elettorale aveva promesso di ripristinare questo corpo, punta di diamante per un possibile rilancio della Fondazione Arena tutta, a suo dire. Mentre infatti si strombazza a gran voce il Grande Evento e la Grande Star del momento, si nasconde sotto il tappeto il grande bluff elettorale. Ricordiamo tutti le interviste in cui Federico Sboarina, non ancora sindaco, annunciava come primo atto dopo l’insediamento il ripristino del balletto areniano.
E così è stato. Ma dalla finestra e con la giusta dose di veronesità.

Il grande evento non sarà infatti una produzione della Fondazione Arena, ma della esterna Polunin InK, in capo allo stesso artista protagonista dello spettacolo, importata a Verona da Gianmarco Mazzi, amministratore delegato di Arena di Verona srl, società partecipata della Fondazione Arena, che sostanzialmente ha preso il posto di Arena Extra, partecipata di cui fu presidente l’allora Sovrintendente Girondini e che servì allo scopo di agevolare la finanza creativa che rischiò di far fallire la Fondazione nel 2016. In sostanza Sboarina condannò la gestione Tosi- Girondini per un tornaconto elettorale, ma nei fatti ne sta applicando il modello, a cominciare dalla danza, non più prodotta dalla Fondazione Arena, come prevedrebbe anche lo statuto, ma importata tramite società terze, esattamente come impostato da chi lo ha preceduto alla guida dell’Arena.
E tutto questo ospitando nella città scaligera niente meno che Sergei Polunin, danzatore dall’indubbio spessore artistico e dall’altrettanto indubbio fondamentalismo. Il ballerino ucraino con passaporto russo è stato recentemente scaricato dalla prestigiosa Opera di Parigi proprio per le sue posizioni convintamente omofobe e contrarie all’autodeterminazione delle donne. Recentemente intervistato su Il Fatto, Polunin ha esaltato “l’energia maschile” e condannato la “pericolosa e perversa” inversione di ruoli. In altre sedi ha affermato che “gli uomini dovrebbero essere uomini e le donne dovrebbero essere donne: questo è il motivo per cui avete le palle”. La direttrice dell’Opera di Parigi, Aurelie Dupont, ha risposto a queste posizioni affermando che “nonostante Sergei Polunin sia indubitabilmente un grande talento, i suoi pronunciamenti pubblici non sono in linea coi valori della compagnia”.
Quale altra città meglio di Verona poteva offrirgli asilo?

Per la dignità di questa città e per rispetto all’ex corpo di ballo della Fondazione il sindaco dovrebbe annullare questo spettacolo e dare possibilità ad un corpo di ballo ricostituito di farsi carico della rappresentazione di Romeo e Giulietta, che, ricordiamo, i tersicorei dell’Arena avevano già proposto tra i punti per un rilancio della Fondazione poco prima di essere licenziati.
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