Si è conclusa la quarta edizione del Festival dei Diritti Umani



Si è conclusa sabato 11 maggio al MAXXI di Roma la quarta edizione del Festival dei Diritti Umani, organizzato da Reset-Diritti Umani e dedicato quest’anno al tema "Guerre e Pace".
A Milano, Bologna, Firenze e Roma, il Festival dei Diritti Umani ha fatto incontrare in questa edizione itinerante decine di scuole e testimoni di guerre irrisolte, scrittori e fotografi, scienziati e attivisti per la pace.
È un periodo in cui le grandi crisi internazionali vengono oscurate dai mass media, non permettendo così di capirne le cause e le possibili soluzioni. Il Festival dei Diritti Umani ha intercettato in questa sua prima tournée un grande bisogno di informarsi e capire, senza cadere nella trappola delle falsità e del linguaggio d’odio.
Un pubblico numeroso e attento ha seguito i dibattiti con intellettuali, studiosi italiani e internazionali, testimoni, tra cui lo scrittore Khaled Khalifa e il portavoce dei Caschi Bianchi Abdulrahman Almawwas sul tema della Siria; Noel Sharkey, Regina Surber e Maria Chiara Carrozza sul tema delle armi e delle nuove tecnologie.
Tanti i giornalisti fotografi che hanno portato la loro testimonianza, come il neo premiato Pulitzer Lorenzo Tugnoli, i cui scatti sulla crisi dei rifugiati siriani in Libano sono stati esposti, unitamente a quelle di Diego Ibarra Sánchez, in una mostra alla Triennale Milano.
Sono stati inoltre proiettati film sulle devastanti conseguenze delle guerre in corso ma oscurate, tra cui “Child war reporters” di Khadija Al-Salami, che è tornata a lavorare con i bambini per descrivere la quotidianità degli yemeniti, costretti a vivere sotto i bombardamenti della coalizione dell’Arabia Saudita, e “Eldorado” di Markus Imhoof, un intenso racconto sul destino di migliaia di uomini e donne in fuga verso l'Europa.
A Milano il Festival ha proposto con gran successo di pubblico e di ascoltatori radiofonici un omaggio al bed-in di John Lennon e Yoko Ono come forma di protesta pacifista. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Amnesty International Italia e Radio Popolare, ha visto Nina Zilli, Ricky Gianco, Eugenio Finardi e il coro degli ex detenuti di San Vittore (Coro degli Amici della Nave) reinterpretare le canzoni del periodo, riaggiornandole col proprio stile, intervallate da testimonial che hanno contestualizzato fatti dell’epoca.
In tutte le tappe del festival i numerosi studenti intervenuti hanno partecipato all’esposizione di un grande bandiera della pace, in un intenso e simbolico flashmob come segno di fratellanza e di non-violenza.
Il Festival è organizzato sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo e con il patrocinio di UNHCR - Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Città metropolitana di Milano, Comune di Milano, Regione Lazio, Assessorato alla persona, scuola e comunità solidale di Roma Capitale, Comune di Bologna, Regione Toscana, Amnesty International Italia, Università degli Studi di Milano-Bicocca.
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