Si presenta con un crocefisso e si firma a nome della Madonna, ma è un carnefice che usa le sue vittime per promuovere nuovo odio



Lui è un leghista che da anni insulta e denigra le persone lgbt attraverso un uso blasfemo ed offensivo del crocefisso. Letteralmente ossessionato dal suo odio contro le persone, questa volta se n'è uscito scrivendo:


Tra insulti gratuiti, offese e pregiudizi, l'articolo linkato afferma:

E’ una di quelle cose che maggiormente turbano. Perdono la testa col mais geneticamente modificato (per carità, non è certo una cosa bella) o con gli accendini di plastica che per degradarsi impiegano fino a 90 o cento anni (sic) e poi non si comprende la assurdità, la disumanità di chi “cambia sesso”.
Meno male che esiste ancora qualche giornalista onesto grazie ai quali scopriamo che il 96% dei giovani scozzesi transessuali cede ad atti di autolesionismo.

Se potrebbe bastare anche solo mezzo neurone per comprendere che gli atti di autolesionismo sono la conseguenza dell'odio che il leghista promuove, lui preferisce giurare su Dio che si tratti di persone malate:

La Stonewall – istituzione pro-gay – e l’Università di Cambdridge hanno condotto una ricerca su 400 giovani studenti transessuali la quale ha messo in evidenza, oltre a comportamenti autodistruttivi, che il soggetto campione è affetto in massima parte da depressione, ansia ed incline al suicidio (40% contro il 25% delle persone omosessuali).

Siamo dinnanzi al carnefice che usa le conseguenze delle sue violenze per cercare di creare nuovo male. E lo fa trovando la solita fondamentalista che viene elevata a verità di fede:

L’ex transessuale Walt Heyer (CLICCA QUI) ha affermato che questi dati sono concordi con una ricerca da lui condotta dal titolo “50 anni di cambiamenti sessuali, disturbi mentali e troppi suicidi”. Heyer ha poi smentito l’accusa, presente nel report, che simili disturbi siano da addebitarsi ad atti di transfobia e che dunque, come vorrebbe il gruppo di Stonewall, occorrerebbe normalizzare nell’educazione scolastica l’omosessualità e la transessualità.

Si parla di "normalizzazione" perché, ispirato dalla dialettica promossa dal fondamentalista Riccardo Casciol, l'autore sostiene che ai bambini si debba dire che essere gay o transessuale sia sbagliato.
E come fonte della loro rivisitazione ideologica della realtà, l'articolo cita uno dei siti diretti da Riccardo Cascioli, da anni impegnato nel foraggiare stigma ed odio contro le persone lgbt (guadagnandosi così l'apprezzamento di quel Matteo Salvini che ha concesso loro varie interviste esclusive con cui attirare i voti dei fondamentalisti).
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