«Troia, ti stupriamo». CasaPound minaccia una rom davanti alla figlia



Madre e figlia stavano rientrando nel loro alloggio popolare, regolarmente assegnato, quando decine di neofascisti legati a CasaPound le hanno aggredite con una ferocia inumana. Il partito dell'editore di Matteo Salvini non si è risparmiato insulti e minacce: «Troia, ti stupriamo», le hanno urlato davanti agli occhi della bambina.
La polizia, gestita sempre da Salvini, non è intervenuta ad arrestare il molestatore fascista, così come non è mai intervenuta a liberare il palazzo che CasaPound occupa abusivamente da decenni nel cuore di Roma. Il ministro sovranista padano sostiene infatti che la legalità non sia una priorità se a commetterla sono dei suoi amici e se lui trae maggior profitto nel radere al suolo i rifugi dei più deboli.
Se hanno un tetto lui glielo distrugge, se hanno una casa i suoi amici le stuprano. Ma se i fascisti occupano spazi pubblici o se Costanza Miriano incassa assegni da madre single dopo il suo matrimonio, lui dice vada bene così perché la fondamentalista è amica di Pillon e i fascisti sono amici suoi.

«Andate via!», «Troia», «A merda», «Ma tanto devono uscí», «Ti stupro». Pare questo il sottofondo dell'Europa che vogliono le destre. Un'Europa fascista, anticristiana, illiberale e fondata sugli amici degli amici che si fanno favori a spese dei contribuenti.
Intanto Salvini dice che lui non vede razzismo e Pillon pare troppo impegnato a tirare in ballo i bambini contro i fauni per occuparsi di una bambina che dovrà preoccuparsi di come i teorici del "gender" vogliano stuprare la sua mamma.
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