Anche a Treviso i fondamentalisti insulteranno Dio con le loro preghiete contro i gay



Questa volta si sono presentati sotto il nome di "Con Cristo per la vita", anche se basta consultare il sito di Radio Spada per scoprire che l'organizzazione è sempre riferibile alla loro setta e ai soliti lefebvriani. Si tratta degli ultracottolici che si sono dati appuntamento a Treviso per pregare contro i gay.
«I gay ci sono e sono fatti così: ma non possiamo accettare che alle loro manifestazioni portino i bambini e ancor di più che diano scandalo di fronte a loro. È per questo che ci troveremo a pregare per una famiglia fatta di mamma, papà e figli», spiega il coordinatore Lino Nasato a La Tribuna. E se appare evidente l'uso della religione come strumento di legittimizzazione all'odio, più oscuro è cosa dovrebbero centrare le famiglie etero o perché i bambini dovrebbero essere indottrinati all'odio. Ma forse ogni domanda è superflua dato che gli integralisti amano ripetere a pappagallo i loro slogan mentre abusano di quei bambini che spesso portano da Adinolfi o da Gandolfini ad ascoltare i loro discorsi di puro disprezzo.

Se anche il sindaco leghista ha preso le distanze da quella blasfema carnevalata organizzata a sfregio di Dio da sedicenti "cattolici", Michela Nieri del Pd commenta: «Se avessi tempo parteciperei anch'io all'evento di domenica, però invocherei l'intervento del Signore a fini salvifici non per coloro che parteciperanno al Pride 2019, ma per coloro che parteciperanno all'evento stesso. Mi meraviglia leggere di processioni riparatorie che mi riportano inevitabilmente alle terapie riparative a cui sono stati sottoposti tantissimi giovani con conseguenze gravissime. Sono certa che i cittadini di Treviso non risponderanno all'appello del 23 perché grazie a Dio, i cristiani cattolici sono ben altra cosa».
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