Educano al rispetto. Per Provita i bambini vanno portati solo da quel Gandolfini che insegna loro che i gay vanno disprezzati



Al loro "family day" costringevano die poveri bambini a ricopiare i cartelloni omofobi stampati dall'organizzazione di Massimo Gandolfini. Ai comizi omofobi di Adinolfi allestivano spazi per portare i bambini ad assistere a quello scempio. Ora si lamentano che a dei genitori possa essere data l'opportunità di educare i propri figli alla tolleranza.
A coordinare la protesta integralista è la solita organizzazione "Provita Onlus", attivissima nel costante abuso dei minori come oggetti di propaganda finalizzata all promozione dell'odio. Questa volta se ne sono usciti sbraitando:


Se la Costituzione garantisce ai genitori il diritto di educare i propri figli alla tolleranza nonostante Toni Brandi preferirebbe aizzarli all'odio anticristiano, è facendo leva sull'omofobia che la setta integralista scrive:

«Il compito di un educatore è aiutare il bambino a esplorare il mondo con i suoi occhi e le sue forze, così che, crescendo, diventi un adulto libero da pregiudizi e dotato di spirito critico». Parole che, isolate dal contesto, potrebbero anche essere prudentemente condivisibili. Se non fosse che si tratta della frase illustrativa del Village Kids, una sorta di mini-campo estivo, con relativi laboratori per bambini fino ai 14 anni, organizzato nell’ambito del Liguria Pride Village. «Durante il Villa Kids ci auguriamo che adulti e bambini/e possano giocare, divertirsi e crescere insieme assaporando persone, giochi e letture differenti!», si legge ancora nella locandina.
Da lunedì 10 a venerdì 14 giugno, i bambini saranno coinvolti per un paio d’ore pomeridiane nelle attività più disparate: Piccoli pompieri crescono (da 6 a 10 anni); ColoriAmoci (per tutte le età, 12 mesi/ 4 anni accompagnati da un’imprecisata «figura di riferimento»); Piccola Biblioteca: leggere senza stereotipi. A ciò si aggiungono due sessioni di Truccabimbi e altrettante di yoga, in due distinte sessioni: Yoga Family (fino ai 6 anni, con le «figure di riferimento» di cui sopra) e Yoga Bimbi (dai 6 ai 9 anni).
Un programma che richiama l’approccio dei gruppi Lgbt al mondo della scuola e i tentativi di inculcare l’ideologia gender nei minori, fin dalla più tenera età?

Se la fantomatica «ideologia gender» è un'invenzione delle lobby integraliste e se qui di parla di far conoscere la natura affinché i bambini siano risparmiati da maturare quei pregiudizi in a cui Toni Brandi ha immolato la sua esistenza, è negando il buonsenso che il gruppo integralista prova a usare i bambini per i loro fini, affermando:

Dove sia la necessità di coinvolgere anche dei minori, fin dall’età prescolare, in un discorso più grande di loro, non ci è dato saperlo. Accostare bambini così piccoli alle problematiche dell’omosessualità o della transessualità, fosse anche solo ai fini del superamento del pregiudizio, sarebbe ardimentoso, in quanto lo sarebbe anche soltanto il parlare loro di sessualità in senso lato, in un’età ampiamente prepuberale. In linea generale, aiutare il bambino a combattere e vincere i pregiudizi è cosa buona e giusta, tuttavia richiede in primo luogo un approccio prudente e graduale e spetta ai genitori al limite. In secondo luogo: cosa si intende davvero per «pregiudizi»? Siamo al solito tranello? Che nasciamo maschi o femmine, ad esempio, e che un bambino nasce solo da maschi femmine sono solo pregiudizi o delle realtà incontrovertibili? Per fortuna i bambini non sono soli e noi vigileremo.

A sostenere che l'omosessualità sia un "problema" è tal Luca Marcolivio, autore del delirio che l'organizzazione integralista non ha risparmiato ai loro lettori di estrema destra.
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