L'agitatore professionista di crocefissi



Da quando i vescovi hanno ripreso Matteo Salvini per la sua attitudine a brandire simboli religiosi al fine si sostenere che la sua politica sarebbe il volere di Dio contro il prossimo, pare non ci sia occasione in cui il ministro degli Interni non tenti di ripetere quell'offesa.
Il messaggio veicolato pare chiaro ed esternato attraverso dei dispettucci come farebbe un bambino dell'asilo: lui fa quello che non dovrebbe perché vuole si sappia che non esiste limite alla sua superbia e che lui pretende di poter poter fare tutto ciò che vuole nel disinteresse per la sensibilità o del rispetto verso il prossimo.
Eppure, nonostante il suo atteggiamento paia ormai macchiettistico e patetico, il tutto parrebbe rientrare nella strategia di Steve Bannon volta ad attaccare attaccare ossessivamente la chiesa per promuovere un "cristianesimo" alternativo che si basi sull'odio dell'ultra destra personificata da quel cardinal Burke che odia i gay e odia i migranti con tutto sé stesso.

In quella quotidiana umiliazione delle istituzioni, questo è quanto continua a propinarci:

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