L'Ecuador ha introdotto il matrimonio egualitario



La Corte Costituzionale dell’Ecuador ha introdotto il matrimonio egualitario nel Paese, accogliendo il ricordo di due coppie che si erano viste negare il loro diritto costituzionale ad essere riconosciute come famiglia.
La decisione è stata presa nonostante le pressioni della curia, capitanati dal "coordinamento nazionale dei movimenti vita e famiglia" che definiva una «forzatura costituzionale» il sostenere che ai gay spettassero gli stessi diritti garantiti agli eterosessuali. Lo rende noto l'agenzia vaticana, non senza astenersi dal parlare di «cosiddetto “matrimonio egualitario” tra persone omosessuali» in una pioggia di virgolette atte a sminuire il significato delle parole. Dicono anche che:

Il Coordinamento contesta l’atteggiamento dei giudici e il fatto che si pretenda di arrivare ad approvare una materia così delicata sulla scorta di una sentenza (emessa lo scorso anno dalla Corte interamericana dei diritti dell'uomo), che si riferisce non all'Ecuador ma alla Costa Rica. Il comunicato ricorda che “la Costituzione della Repubblica, approvata attraverso referendum popolare, ha stabilito il matrimonio come una prerogativa e un diritto costituzionalmente riservato a una coppia uomo-donna, perché rispetta uno dei fondamenti essenziali su chi si è formata la società ecuadoriana e rappresenta la struttura dei valori di quasi la totalità degli ecuadoriani”.
Perciò, “i giudici non hanno la facoltà di inventare una procedura di riforma costituzionale non contenuta nella Carta suprema dell'ordinamento ecuadoriano e, quindi, sono obbligati a respingere le rivendicazioni dei richiedenti, che devono rispettare la dichiarazione approvata dagli ecuadoriani attraverso un referendum e, se pretendono di rivendicare per se stessi il diritto di matrimonio tra persone dello stesso sesso, dovrebbero in modo rispettoso e obbediente propiziare l'approvazione di una riforma costituzionale in questo senso, attraverso i meccanismi espressamente stabiliti nella Costituzione dell’Ecuador”.

Ma dato che la giustizia non si basa sul populismo e che i diritti non si decidono sulla convenienza della maggioranza, le richieste fondamentaliste non sono state altro che l'ennesima ostentazione della loro omofobia.
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