Nicola Pasqualato: «Il concetto inventato di femminicidio è propaganda ideologica dell'anti famiglia»



Oltre a promuovere omofobia, sembra che il fondamentalista Nicola Pasqualato voglia difendere anche i mariti che massacrano di botte le proprie mogli. È quanto traspare da un suo aberrante articolo intitolato "Il concetto inventato di femminicidio è la massima propaganda ideologica dell'anti famiglia".

Se ormai sappiamo che il signor Pasqualto tira in ballo il termine "famiglia" come pretesto ad ogni più deviata forma di devianza integralista, è sbraitando contro chi denuncia la violenza sulle donne che scrive:

La presidenta del consiglio delle donne Ninfa Contigiani ci ricorda gentilmente cos'è un femminicidio. Ma ancora una volta tutto si spiega. È Femminicidio nel caso in cui il responsabile sia il fidanzato, marito, ex marito, padre, figlio, cioè tutti legati da vincolo familiare, che è il vero obiettivo dell’attacco ideologico, cioè la demolizione dell’immagine del vincolo del matrimonio ed il discredito dell’istituto della famiglia.
Non è femminicidio nel caso in cui il responsabile sia il pusher, stupratore casuale, rapinatore, cannibale, ecc, cioè in cui gli autori non sono legati da vincolo di matrimonio, e questo perché il non vincolo va tutelato è reso preferibile.

Forse intenzionato a non contraddirsi troppo, Pasqualato omette di notare che è femminicidio anche se si viene picchiati dal fidanzato e che il problema non è il vincolo del matrimonio quanto l'esistenza di una relazione affettiva.
Una donna picchiata o stuprata andrà dalla polizia a denunciare i fatti. Una vittima di femminicidio è una donna spesso succube del maschio che subisce in silenzio e che in ospedale dice di essere caduta dalla scale dopo che il marito l'ha massacrata di botte.
Se Pasqualato visitasse un cento anti-violenza al posti di parlare perché ha una bocca, saprebbe che tra i fattori cardine del femminicidio c'è la paura di uomini possessivi che non spariranno dall'oggi al domani come uno stupratore o un rapinatore. E non meno drammatica è la paura che molte donne hanno nel denunciare un uomo dopo aver creduto alle sue minacce sul fatto che gli farà portare via i figlio che si vendicherà dopo il carcere.

Per sopirlo gli sarebbe bastato aprire un dizionario e leggere la definizione:

Qualsiasi forma di violenza esercitata sistematicamente sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale, allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne l'identità attraverso l'assoggettamento fisico o psicologico, fino alla schiavitù o alla morte.

Rendendosi complice di quelle bestie, Pasqualato preferisce raccontare alle donnicciole che seguono la propaganda della setta di Gianfranco Amato che:

La spiegazione come al solito è semplice. Il concetto inventato di femminicidio è la massima propaganda ideologica dell'anti famiglia.
Perché utilizzare un termine come "femmina"? Semplice anche questo. Si tratta del rigurgito femminista che deve colpevolizzare, ancora una volta, la famiglia, che é da sempre nell'ideologia femministo/bolscevica, la vera origine di tutti i mali.

Bhe, in realtà il termine "femmina" viene scelto perché le statistiche indicano che le donne sono le più colpire dal fenomeno dato che molto spesso esiste un retaggio culturale per cui alcuni uomini tendono a sentirsi legittimati alla sopraffazione. Lui dovrebbe saperlo bene dato che ostacola i progetti che mirano a contrastare il fenomeno mentre la sua amichetta Costanza Miriano va in giro a dire che la donna deve essere sottomessa e che il maschio sarebbe «virile» solo se incline alla sopraffazione.
E dato che il signor Pasqualato ama tirare in ballo Dio per ogni cosa, forse dovrebbe domandarsi quanto preti siano complici dei carnefici mentre dicono alle donne di sopportare o mentre citano loro il passo di Paolo in cui viene detto che la donna deve tacere. Frequentasse un centro anti violenza lo saprebbe e forse saprebbe quanto male possono fare quei preti che spaventano le donne più bigotte dicendo loro che bruceranno all'Inferno se violeranno il vincolo matrimoniale lasciando quel marito che le massacra di botte. Poi esistono anche preti per bene, ma chi compie i maggiori danni sono quelli che fanno terrorismo perché tanto non sono loro a subire.
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