Si dicono "pro-life" ma disprezzano chi salva vite umane



Si definisce opinabilmente "pro-life". Ha sposato la fondamentalista Maria Rachele Ruiu e con lei partecipa alle manifestazioni integraliste in cui chiedono che alle donne sia negato ogni diritto di scelta. La loro richiesta è che la donna non possa scegliere dato che loro vogliono che sia il loro Gandolfini a scegliere per loro.

Davanti al dramma dei naufraghi tenuti in ostaggio dal suo Matteo Salvini, il fondamentalista spiega il suo disinteresse verso quelle vite e si lancia in patpatetici interrogativi sul perché la nave si sia recata al porto sicuro più vicino al posto di andare altrove. Ovviamente non si chiede perché la Lega infierisca contro quei 42 migranti mentre centinaia di altre persone sono state sbarcate senza clamore mediatico a Lampedusa, preferendo inveire contro chi non starà con Salvini nel suo sostenere che chi difenda la vita debba essere punito:


Possibile che questa gente dica di voler "difendere la vita" solo quando si tratta di contrastare la libertà di scelta delle donne mentre la disprezzano se un genitore con la pelle più scura della loro vorrebbe regalare un futuro migliore ai propri figli?

A proposito, volete sapere quante organizzazioni sedicenti "cattoliche" e sedicenti "pro-life" hanno manifestato sostegno alla SeaWatch? Zero.
In fondo la signora Maria Rachele Ruiu era troppo impegnata a cavalcare le stumentalizzazioni del suo presidente contro Monica Cirinnà per occuparsi di quelle inutili vite. La sua priorità era scrivere messaggini ideologici come questi:




C'è bisigno di difendere vite umane? Che gliene frega a lei. Il core business della sua organizzaziome è il fondamentalismo, mica la difesa di vite che il neofascismo disprezza. E non va cero meglio con quel Salvini che la patrocina mentre bacia i rosari: mentre una dinna mette a repentaglio la propria vita persalvarne altre 42, è ricorrendo al suo solito bullismo che il leghista se n'è uscito dicendo:


E certo, perché il leghismo si basa sul "me ne frego" e sul "non è affar mio". Credono che si debba presidiare il proprio orticello e che si debbano chiudere gli occhi sul mondo. Per loro una vita umana non ha sempre lo stesso valore. E che si tratti di discriminare un gay o un migrante, a loro interessa solo di trovare un modo per poterne trarne un profitto personale.
Ed infatti quel gran "cristiano" del senatore leghista Simonr Pillon è apparso troppo impegnato a deridere i gay con patetici siparietti per perdere tempo a parlare dei migranti. Ma quando si trattò di tentare di infliggere atroci sofferenze ad Alfie Evans, poteva un indemonisto da quanti messaggi riusciva a vomitare mentre sosteneva che quelle torture servissero a "salvare una vita". Appunto. Una vita di un bimbo bianco terminale, non 42 vite sgradite ai suoi elettori...
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