Xenofobi ed omofobi non si vergognano più, ora sono fieri di odiare



Misogini, xenofobi e omofobi non si nascondono più. Anzi, troppo spesso si mostrano con orgoglio attraverso un uso sempre più violento dei social network.
È quanto emerge dalle ricerche del progetto Vox - Osservatorio Italiano sui diritti realizzato in collaborazione con l’Universita Statale di Milano, l’Universita di Bari, La Sapienza di Roma e il Dipartimento di sociologia dell’Universita Cattolica di Milano. Lo scopo è quello di raccogliere e analizzare l'odio che si riscontra sui social network e che pare crescere esponenzialmente con una dialettica politica che ha fatto dell'insulto e della denigrazione uno strumento di propaganda politica.
I più colpiti sono gli stranieri, con un incremento del 15,1% di messaggi a loro rivolti che nel 66% dei casi si rivela un messaggio di odio. Aumenta del 6,9% anche il pregiudizio contro i musulmani ed è tornato l'antisemitismo (che negli anni scorsi era pressoché scomparso) con un 6,4%.
I tweet contro le donne incrementano del 1,7% e, stranamente, idiosincrasia verso gli omosessuali è diminita del -4,2% rispetto allo scorso anno.
Vittorio Lingiardi, professore ordinario di Psicologia Dinamica presso La Sapienza, spiega: «L’odiatore non e piu l’anonimo leone da tastiera, quello che lancia il sasso di un tweet e poi nasconde la mano. Oggi si fa riconoscere. Vuole farsi riconoscere. Ha il petto in fuori e rivendica la ribalta. Non si sente piùsolo, ma legittimato. Si tratta di un cambiamento radicale e preoccupante. I bersagli dell’offesa, invece, sono sempre gli stessi».
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