62 giorni dal blocco



Se adottassimo alle logiche di Google, dovremmo sostenere il problema della fotografia che vedete in apertura non è tanto l'orrore dei campi di sterminio quanto il fatto che i prigionieri siano nudi.
È questo il motivo per cui Gayburg è stato oscurato mentre la società californiana non ha alcun problema nel rendere accessibili ai minori le pagine d'odio in cui Nicola Pasqualato invita i minorenni a deridere i loro coetanei gay o in cui un presunto sacerdote usa i servizi di Blogger per adescare genitori omofobi ed ottenere che i loro figli omosessuali siano sottoposti ad atroci e potenzialmente mortali torture psicologiche. La nudità fa più paura dell'odio e il finto bigottismo funge da censura alla libertà di opinione di chiunque non è conformato al pensiero unico delle ricchissime lobby integraliste di estrema destra. Poi ci stupiamo se c'è gente che vuole vedere i figli dei migranti migranti che affogano nelle acque del Mediterraneo o che lapidano con pietre gli stranieri che vanno al lavoro...
Il caso non è isolato. Su richiesta di Apple, anche Tumblr ha rimosso tutte le immagini di nudo mentre ha lasciato tranquillamente accessibili ai bambini i vari gruppi neonazisti e di suprematisti bianchi. E non va meglio con Facebook, vera fucina del complottidmo e del populismo in ci le fotografie dell'Olocausto vengono censurate perché conterrebbero nudità. In quelle pagine il senatore leghista Simone Pillon può scrivere insulti, minacce e sfottò; alcuni sedicenti cristiani promuovono mortali "terapie riparative" dell'omosessualità e Adinolfi può reclutare proseliti con cui tentare di danneggiare la vita altrui... ma poi il problema è che la sirenetta di Copenhagen non indossa il reggiseno e deve essere censurata.
Ma è davvero questo il mondo che Google vuole contribuire a creare? Davvero la libertà di espressione è morta per compiacere le ricchissime lobby integraliste che tramano contro la vita, contro le famiglie e contro i diritti umani?
1 commento