Al solito, i numeri di Salvini non tornano



Pare che la Lega condannerà l'Italia a interminabili e continui show mediatici che trasformino in un caso di stato ogni singolo salvataggio in mare potrà essere usato per ostentare dialettica razzista. E se Salvini nega di essere razzista, fosse gli basterebbe leggere cosa scrivono i suoi seguaci sotto ai suoi post per potersi rendere facilmente conto che lui vive esclusivamente sul consenso dei razzisti.
Purtroppo pare anche che il leghista stia condannando l'Italia anche ad una incessante campagna elettorale, iniziata prima delle ezioni e mai terminata. Battendo il ferro sull'odio contro gli africani, è persino riuscito a non far capire agli italiani che la manovra di infrazione è stata scongiurata solo grazie a 7 miliardi di euro di tagli a sanità e scuola e non certo perché «l'Italia si è fatta valere» come sostiene lui.

In tutto ciò, l'aspetto forse più aberrante è un ministro che continua a mentire gli italiani attraverso un bacero vittimismo. Dal suo profilo di propaganda, scrive:


Peccato che nel 2019 si siano contati 36178 arrivi e 584 morti (ossia 1,61%) mentre nel 2016 ci siano stati 373652 arrivi e 5096 morti (1,36%). Ne consegue che a metà anno i morti sono già aumentati dello 0,25%.
E non meno ipocrita è che il ministro voglia attribuirsi il merito di aver fatto diminuire gli sbarchi in una negazione di come il numero di partenze fosse aumentato con l'inizio della guerra in Siria dato il flusso migratorio non è un fenomeno costante nel tempo.
Per quanto lui ami andare in televisione da giornalisti compiacenti a raccontare ciò che più gli fa comodo, i dati oggettivi suggeriscono che Salvini sta creando morti. In altri stati, un ministro che mente ai cittadini sarebbe già stato costretto a dare le dimissioni. In Italia va sempre tutto bene, persino quando il ministro rilancia "per errore" il messaggio in cui un suo proselito definisce «comunisti di merda» i giudici che applicano la legge e invita a «sparare» contro chi non ubbidisce volere del loro "capitano".
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