Ennesima campagna d'odio di Provita. Questa volta chiedono a Salvini di rendere orfani i bimbi nati mediante GpA (ma solo se figli di coppie gay)



Nessuna concessionaria ha accettato la loro pubblicità. Ma dato che l'organizzazione omotransofobica di Toni Brandi e Jacopo Coghe dispone di enormi quantitativi di rubli provenienti da imprecisati oligarchi russi, i due fondamentalisti hanno deciso di affittare dei camion vela con cui comprarsi l'odio dei romani. L'obiettivo? Come sempre è quello di colpire i bambini che hanno un famiglia non conforme al modello unico che loro vorrebbero imporre con la forza.
Dopo i portachiavi a forma di feto abortito distribuiti al congresso veronese sulla famiglia (ovviamente bianca e leghista), questa volta hanno pensato di rappresentare i bambini come oggetti rinchiusi in barattoli di vetro da mettere sul mercato. Insomma, si insulta la dignità umana perché è ormai evidente che a loro non importi nulla dei bambini ma interessi solo di come li si possa usare per i loro scopo propagandistici.
E dato che i loro scopi sono prettamente partitici, non pare un caso che i due integralisti si rivolgano a quel loro Matteo Salvini che ha presenziato il loro congresso veronese per chiedergli di approvare leggi che tolgano pari dignità e tutele giuridiche ai bambini a loro sgraditi.
I due integralisti chiedono «un provvedimento che impedisca le trascrizioni anagrafiche alle coppie dello stesso sesso» e «politiche che rispettino il sacrosanto diritto di ogni bambino ad avere una mamma e un papà». In altre parole, vogliono rendere orfani i figli die provvedimento non colpisca le coppie eterosessuali che accedono alla GpA in quanto a loro non sgraditi in virtù di come ci ci sia un pene che penetra una vagina secondo il loro volere. Ed ovviamente non manca il solito ritornello basato sul sostenere che l'amore non serva, quello che conta è che ci sia un maschio e una femmina dato che loro teorizzano sia preferibile nascere da uno stupro piuttosto che da una coppia gay.

Nella petizione legata alla campagna d'odio, l'organizzazione forzanovista Provita Onlus ribadisce che loro vogliono colpire solo le famiglie arcobaleno dato che non sembrano avere problemi con le trascrizioni di figli nati mediante GpA che le coppie eterosessuali possono avere anche in Paesi in cui si sfrutta la povertà femminile. Nella missiva loro, dichiarano:

Al Ministro dell’Interno Matteo Salvini
Con la presente petizione i firmatari chiedono al Ministro dell’interno Salvini di emanare urgentemente un provvedimento per impedire la trascrizione di atti di nascita di bambini come figli di due “papà” o due “mamme”.
Com’è noto, assistiamo da tempo al preoccupante fenomeno di tribunali o ufficiali di stato civile che accolgono la domanda da parte di coppie omosessuali di trascrivere (o iscrivere) l’atto di nascita di un bambino come se fosse figlio di “due papà” o di “due mamme”.
Questo fenomeno non solo contraddice la realtà delle cose (tutti i bambini hanno provengono da mamma e papà) ma è lesivo della legge e del diritto dei bambini (il diritto di avere una mamma e un papà).
Il Ministro Salvini ha più volte dichiarato con forza che l’utero in affitto è un abominio e che i bambini hanno bisogno di una mamma e di un papà. Perciò chiediamo al Ministro dell’Interno di prendere ora provvedimenti per fermare le trascrizioni.

Fermare le trascrizioni non significa inventarsi una madre del sesso che loro vorrebbero, significa privare il bambino delle tutele garantite ai loro coetanei. Togliere un genitore ancora in vita ad un bambino è un atto di una tale inumanità da farci pensare che solo persone senza anima potrebbero arrivare a proporre simili abomini.

Ed ancora, è sempre sottolineando implicitamente come il loro scopo sia il negare l'esistenza delle famiglie gay e non certo quello occuparsi dei bambini che intendono colpire, nel lancio della loro raccolta firme (che ci tengono a sottolineare possa essere firmata tutte le volte che si vuole) il gruppo fondamentalista ricorre a questo surreale banner pubblicitario:


Esatto, il problema non sono i bambini, il loro vero problema è che si tratti dei figli di una coppia formata da persone dello stesso sesso e quindi non conforme al modello unico di famiglia che vorrebbero imporre con la forza. E non meno grave sono le righe in piccolo che i due integralisti hanno nascosto nei loro i manifesti:



Il tentativo è quello di reinterpretare la Costituzione per cercare di sostenere ch le famiglie a loro sgradite debbano essere escluse da ogni garanzia costituzionale in nome id come Jacopo Coghe e Toni Brandi amino sostenere che "naturale" debba essere inteso come sinonimo di "eterosessuale".
peccato che la Costituzione abbia scelto un termine pregiuridico proprio contro i distinguo del fascismo nel diritto di famiglia, ossia contro quei distinguo che loro stanno cercando di reintrodurre con i loro giochi di parole.
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