Il comizio di Salvini a Bibbiano: «I rom educano i bambini al furto, mi domando perché non glieli portino via»



«Ogni volta che vado a visitare i campi rom da ministro mi chiedo perché i tribunali dei minori non vadano a portare via quei bimbi». Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini n4el corso del comizio elettorale che ha organizzato a Bibbiano per sciacallare i presunti abusi subiti da quei minori al fine di poterne trarre un profitto personale.
Dunque non c'è da stupirsi che la sua retorica si sia immediatamente rivolta ad un linguaggio razzista che tenta di far leva su un odio contro intere etnie che ricorda in maniera molto preoccupante il nazismo e il fascismo. E non meno vergognoso è co,me il leghista abbia sostenuto che i rom siano tutti ladri: «Mi sono letto fascicoli di presunte difficoltà economiche di famiglie italiane e lì gli assistenti sociali sono implacabili. Mentre con chi li educa al furto fin da quando hanno un anno di vita, niente».

In riposta a Salvini, Chef Rubio ha commentato: «Quello che proponi la Chiesa l’ha fatto per secoli e si chiama genocidio, quindi se permetti, manco qui te sei inventato un cazzo. Vorrei che tu sapessi cosa io penso di te: penso che sei n’omo demmerda e a te ti dovrebbero togliere la patria potestà».
Diverso è invece l'approccio del gruppo di promozione omofobica di Jacopo Coghe e Toni Brandi, i quali lodano sguaiatamente il loro amatissimo Salvini perché sostengono che il suo sciacallaggio e le sue frasi contro i figli dei rom servano  «confermare il suo impegno in difesa di chi non si può difendere» perché « i bambini non si toccano» a meno che non siano stranieri, naufraghi salvati dal mediterraneo o bambini a cui il leghista Simone Pillon vuole imporre il sistema Bibbiano qualora non vogliano vivere con un genitore violento.
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