Il leghista ha mentito gli italiani: spunta la mail del Viminale in cui Salvini pretendeva la presenza di Savoini



«Agli incontri del signor Ministro con le autorità russe saranno presenti anche l’onorevole Claudio D’Amico e il dottor Gianluca Savoini». È quanto si legge in una mail data 11 luglio 2018 inviata dal capo cerimoniale del ministero dell’Interno all’Ambasciata italiana a Mosca.
Il leader leghista ha sempre negato che Savoini facesse parte della delegazione, ma i documenti allegati alla relazione consegnata dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte al Parlamento smentiscono quello che il leghista ha raccontato agli italiani.
Com'è noto, Savoini è stato protagonista di una trattativa che prevedeva la svendita dell'Italia a Mosca in cambio di 65 milioni di dollari di fondi neri alla Lega. Ad oggi, Salvini si è sempre rifiutato di riferire in Parlamento riguardo ai fatti dato che ha preferito negare tutto mentre si faceva ospitare in salotti televisivi privi di contraddittorio. E persino davanti elle fotografie negò: «Posso produrre i documenti di chi ha viaggiato con me. Savoini al tavolo? Che ne so cosa ci facesse, chiedete a lui».
Ma forse lo si sarebbe dovuto chiedee a lui dato che è lui che l'ha preteso a quel tavolo.
Altri elementi emergeranno dalle indagini della Procura e dall'esame del computer e telefonino di cui Savoini ha chiesto ieri il dissequestro.

Intanto, a Reggio Emilia, i suoi uomini hanno impedito la creazione di una commissione di inchiesta sui fatti di Bibbiano perché impegnati nel tentativo di ostacolare l'approvazione di una norma che proteggerebbe gli adolescenti lgbt dalle violenze di matrice transo fobica. Insomma, tante parole e nessun fatto dopo il suo comizio elettorale organizzato sulle giovanissime vittime a cui ora nega una seria inchiesta.
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