Il presidente del Consiglio sardo, Michele Pais, aizza odio omofobico diffondendo false immagini del Sardegna Pride


Continuano le carnevalate leghiste contro i Pride. Mentre Pillon definisce «abominio» e promette preghiere contro un corteo perché ha scambiato il personaggio di un fumetto per il Dio in cui dice di credere, il consigliere regionale Michele Pais ha fatto di peggio.
Aizzando omofobi, neofascisti e violenti, il consigliere ha diffuso un fotomontaggio tratto dalla peggior propaganda omofoba integralista per giurare che quella fotografia sarebbe stata scattata al Sardegna Pride:

Siamo a Cagliari, sotto il Consiglio regionale che mi onoro di presiedere. Il mio ufficio è proprio dove si vedono sventolare le bandiere sarda ed italiana. Ieri, li, ha sfilato il gay pride. La libertà di manifestazione del pensiero è diritto inviolabile, così come lo sono diritti della personalità. Non si discute. Ma mi chiedo dove finisca la difesa dei diritti della personalità e inizi il buon gusto.

L'immagine proposta da Pais è questa:


Forse gli sarebbe bastato fare una semplice ricerca su Internet per constatare che quell'immagine è stata attribuita a migliaia di pride dalla propaganda integralista, così come manco è stata scattata in Italia nonostante qualcuno ci abbia appiccicato il tricolore con Photoshop. E probabilmente neppure è un'immagine reale dato che le anomalie sono molte (come documentammo qui).
Durante le sue conferenze omofobe, la ptegiudicata Silvana De Mari amava persino proiettarla nelle chiese per sostenere si trattasse di una persona abusata sessualmente, così come la lobby di Adinolfi dichiarò che quello nella foto fosse un dirigente di Arcigay.

E se una persona pagata dalla collettività sbava dalla voglia di insultare interi gruppi di cittadini, forse non dovrebbe quantomeno assistere di persona ai fatti al posto di affidarsi a quello che trova in rete? Oppure il leghismo vuole porsi come una depravata libertà all'insulto e alla denigrazione di ogni gruppo sociale a loro sgradito?
Se lo chiedono anche i radicali, i quali commentano: «Riteniamo inadatto l’onorevole Michele Pais a ricoprire quella carica, è inutile che chieda scusa facendo integrazioni al post, il danno lo ha fatto non tanto a chi ha partecipato all’evento ma alla istituzione che lei rappresenta».
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