L'ex-presidente della Comunità ebraica romana: «Per me, i carabinieri poteva massacrarlo di botte per ore»



Nonostante Gesù invitasse a porre l'altra guancia, sembra che chi si riempie la bocca con il suo nome sia in prima fila a promuovere odio e violenza anche in palese violazione dei più basilari diritti umani. Dopo quel Salvini che lecca i rosari davanti alle telecamere e quell'Adinolfi che si compra pistole, un altro soggetto pare voler giustificare l'indegna fotografia che mostra il giovane statunitense accusato di aver ucciso un carabiniere mentre viene tenuto ammanettato e bendato in una stazione dell'Arma.
È proprio in riferimento a quella fotografia che Riccardo Pacifici, ex-presidente della Comunità ebraica romana nonché commendatore al Merito della Repubblica, scrive:


Le parole di Pacifici hanno immediatamente incontrato il plauso dell'organo di stampa ufficiale di Fratelli d'Italia, il partito della sedicente "cristiana" che propone ossessivamente la depenalizzazione del reato di tortura perché «impedisce agli agenti di fare il proprio lavoro».
Insomma, siamo davanti a persone che vogliono agenti che picchiano e massacrano di botte gli indagati (che per la legge italiana sono innocenti sino a quando la magistratura non appurerà il contrario anche se reoconfessi), proponendo di trasformare l'Italia in un una brutta copia di un qualche califfato.
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