L'ira di Salvini contro Carola Rackete è sempre più patetica



L'Italia non deve avere alcun problema se il ministro degli interni non ha nulla di meglio da fare che starsene attaccato ai social network a insultare e diffamare una donna incensurata che lui sostiene dovrebbe essere messa in carcere perché ha salvato 60 vite a lui sgradite.

Cercando in ogni modo di aizzare all'odio e alla violenza i suoi proseliti (quasi non bastassero gli atti vandalici e gli episodi razzisti che ha già scatenato), il ministro leghista scrive:


Se l'aver messo in relazione quei due casi così diversi pare mostrarci quanta poca stima Salvini nutra verso i suoi seguaci, surreale è come per lui non ci sia differenza tra dei trafficanti di sigarette e chi salva vite umane. Il ministro sostiene anche che lui non vede incongruenze nel paragonare una nave che "si era data alla fuga a luci spente" senza dichiarare le intenzioni ad una nave che aveva ampliamene dichiarato l'intenzione di entrare nel porto.
E chissà non si possa far notare che altre persone sono state condannate anche senza aver rubato 49 milioni di euro agli italiani, anche se lui ne è uscito indenne ed ha ottenuto persino una teatralizzazione di quei un secolo esentasse. Ma, come diceva il marchese del Grillo, io so' io e voi non contate un ca**o.

Nella sua ferocia, Salvini pare però non accorgersi di come il suo messaggio sia l'ennesima riprova del perché i giudici dovessero invalidare l'arresto della comandante Rackete (che lui chiama per nome perché donna e quindi da trattare come una bambolina). Innanzi tutto si può osservare che lo speronamento di una imbarcazione si fa con la prua non con la fiancata dopo una manovra azzardata da parte della motovedetta, così come si può osservare che il "scafista" si riferisca ai contrabbandieri di sigarette anche se la sua propaganda lo usa per associare ONG e malavita.

Sarà che Salvini sta rosicando perché ha scoperto che non basta scrivere un tweet per modificare la Costituzione di un Paese e per poter criminalizzare chi salva vite umane, ma ora sembra che stia sfociando nel patetico a furia di firmare messaggi uno più patetico dell'altro. Giusto ieri, il primo ministro ha retwittato e poi cancellato un messaggio con scritto: “Giudici comunisti di merda. Spariamo a loro”.
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