Nicola Pasqualato: «L'omosessualità è una patologia»



Se oggi Nicola Pasqualato è uno dei leader della setta di Gianfranco Amato, nel 2017 risultava ancora un candidato del partito di Mario Adinolfi mentre promuoveva le fantomatiche "terapie riparative" dell'omosessualità teorizzate da Joseph Nicolosi e provata causa di numerosi adolescenti che sono stati spinti al suicidio.
Ossessionato dal suo odio contro i gay e dal suo desiderio di poter trovare un modo per "giustificare" l'omofobia, il fondamentalista si era messo a pubblicare le traduzioni di quelle screditate teorie, arrivando persino a correggerle in alcuni punti. Ad esempio, Pasqualato corregge Nicolosi quando parla di "omosessualità" dato che lui preferisce il neologismo neofascista "omo-filia" che tenta di negare l'esistenza di qualunque altro orientamento sessuale che non sia l'eterosessualità.

In un pezzo intitolato "Nessun modello di sviluppo omosessuale sano (omo-filia). Di Joseph Nicolosi", Pasqualato scrive:

Son passati più di trent'anni da quando, nel 1973, l'America Psychological Association (APA) ha stabilito che l'omosessualità (omo-filia ndr) non è patologica. In tutto questo tempo, nessun teorico ha presentato un modello credibile di sviluppo infantile non traumatico tale da ingenerare l'omosessualità (omo-filia ndr). Il miglior tentativo di offrire un modello non patologico con esiti omosessuali (omo-fili ndr) è quello dello psicologo Daryl Bem (1996). Ho criticato il suo modello in altre occasioni.
Bem, uno psicologo che è anche un attivista "gay", spiega nel suo modello "Esotico diventa erotico" che quello che appare esotico, cioè misterioso, nell'infanzia diventa erotico nell'età adulta. Sono d'accordo con questa idea: una persona erotizza ciò con cui non si identifica. Ma, e questo è notevole, Bem non vede come un problema il fatto che la mascolinità risulti esotica per un ragazzo. E chiaro che lui non crede, come invece crediamo noi, che la normalità sia ciò che funzioni nel modo in cui è stato progettato.

Sostenuto che l'eterosessualità debba essere ritenuta l'unica "normalità", il lettore di Pasqualato verrà spronato a ritenere che l'omosessualità debba essere ritenuta anormale. Ed è a quel punto che il fondamentalista tenta di sostenere che sia "colpa" dei genitori se i figli non sono eterosessuali come lui sostiene dovrebbero essere:

Anche se riconosciamo che un temperamento atipico per il genere abbia un ruolo nel predisporre all'omosessualità (omo-filia ndr), almeno in alcuni casi, continuiamo a concentrarci sull'influenza dei fattori socioambientali nello sviluppo dell'SSA (Same Sex Attraction). Sottolineiamo il ruolo della famiglia triadica-narcisistica (i tratti di narcisismo e deficit dell'identità di genere sono associati all'SSA) e il ruolo eziologico della mancanza di sintonia con i genitori nell'infanzia. L'influenza del padre è particolarmente determinante nel caso di un ragazzo nato con temperamento sensibile.Nei nostri principi terapeutici, continuiamo a sottolineare la potente esperienza di guarigione della relazione con un terapeuta dello stesso sesso e accuratamente sintonizzato e l'importanza duratura (in realtà, per tutta la vita) di amicizie maschili intime.

Sostenendo espressamente che l'omosessualità debba essere ritenuta una "patologia", l'articolo propinato da Pasqualato afferma:

Credo che l'omosessualità (omo-filia ndr) non sia solo una difesa contro un trauma al nucleo dell'io. Oltre alle necessità di identificazione con il proprio sesso, riconosciute in precedenza, ora comprendiamo meglio questa condizione come un tentativo di sanare un trauma di abbandono o annullamento.
Vediamo l'omosessualità (omo-filia ndr) come un tipico tentativo di "riparare" un disperato bisogno, compresso dalla vergogna, di individuazione basata sul genere. In questo modo, l'omosessualità (omo-filia ndr) può essere vista come una forma patologica di elaborazione del lutto. Prendendo a prestito i concetti dagli studi sulla perdita delle persone care e sul lutto, rivolgiamo una nuova attenzione ai contributi della teoria sull'attaccamento e al ruolo della vergogna.

E dato che il fondamentalista Pasqualato ama ricorre all'offesa gratuita e alla denigrazione delle sue vittime, chiude quel delirio affermando:

Dedichiamo a tutti la bellissima canzone di Giuseppe Povia "Luca era gay".

Forse nemmeno un buffone sarebbe arrivato a tanto.
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