Omofobia. Derisioni, prese in giro ed insulti gratuiti fra gli emendamenti di Lega e Fratelli d'Italia



Tra i 1787 emendamenti presentati da Lega e Fratelli d'Italia contro la legge regionale emiliana per il contrasto ai crimini di matrice omofobica non mancano i soliti sfottò e le solite offese gratuite che l'estrema destra ama vomitare contro interi gruppi sociali nella speranza di trarre profitto elettorale dall'odio
«Tra burle, sbeffeggiamenti, accuse di fantasmagorica ideologia gender e violenza verbale -scrive Vincenzo Branà- si sta consumando, in Emilia Romagna, una delle pagine più tristi della storia della nostra Regione, terra di diritti e di libertà. Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sul concetto di omotransfobia, è sufficiente che faccia un salto in Consiglio Regionale, la seduta è pubblica per toccare con mano quanto odio e quanta violenza viene usata verso le persone Lgbti. Verso tutte le persone lgbt, non solo gli attivisti delle associazioni, non i "militanti del gender" come ci descrivono questi signori. La violenza e l'odio è verso i vostri amici, i vostri figli, i vostri parenti, i vostri colleghi, verso tutti noi perché la violenza e l'odio non risparmiamo nessuno».
Ed è così che troviamo proposte in cui si chiede l'istituzione di «reti regionali contro l'eterofobia», si chiede il contrasto al «sessismo eterofobico» o ci si inventa definizioni irrisorie delle identità di genere. Il tutto perché i consiglieri di Fratelli d'Italia giurano implicitamente che loro pensano di rischiare di essere aggrediti per strada perché eterosessuali o che i bambini eterosessuali rischiano di essere derisi dai compagni di scuola...
Poi ci sono emendamenti in cui chiedono che la vita dei cittadini sia sottomessa al volere della «conferenza episcopale regionale» o quelli in cui chiedono che i tre puntini di sospensione diventino quattro.
davvero. E lo fanno mentre pretendono di essere pagati dai cittaidni mentre ridicolizzano le istituzioni al fine di impedire che gli adolescenti sgraditi alla loro Giorgi Meloni possano essere protetti dalla violenza. Leggere per credere:















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