Provia Onlus sciacalla le indagini di Bibbiano per sostenere si debba tutelare l'odio omofobico



Se Jacopo Coghe e Toni Brandi sono tristemente noti per la loro ostentata omofobia e per la loro diabolica propensione allo sciacallaggio dei fatti di cronaca, surreale è come la loro organizzazione di promozione omotransofobica sia risultata capace di pubblicare messaggi deliranti e contro-natura come questo:


Da ferventi leghisti, i due integralisti sembrano voler scimmiottare il loro "capotano" nel tentare di creare paure irrazionali con cui provare ad impedire l'approvazione di una legge che contrasterebbe quell'omofobia che rappresenta la loro principale fonte di reddito. Ed è in un singolo messaggio che i due  riescono a sciacallare le vittime di fatti non ancora accertati per creare odio contro un'intera comunità, strumentalizzandola per tentare di sostenere che bisognerebbe impedire il contrasto alle violenze da loro subite. Insomma, è un piano diabolico che però nega come il loro ragionamento dovrebbe portarci a ritenere che le sentenze emesse contro i loro amichetti pedofili dovrebbero permetterci di estendere l'accusa di pedofilia anche a loro due.
E se pare evidente che le leggi contro il razzismo non impediscano di denunciare eventuali crimini commesse da persone di colore esattamente come i privilegi garantiti a chi nomina il nome di Dio invano non bastano a giustificare i preti pedofili, la loro teoria è che i crimini d'odio contro i gay debbano essere ritenuti una minaccia in virtù di quella squallida campagna d'odio che è stata orchestrata dai loro Filippo Savarese e Raffaella Frullone.

Nel comunicato stampa sponsorizzato dal giornale leghista di Maurizio Belpietro, i due fondamentalisti scrivono:

«La comunità Lgbt ordina, il Pd obbedisce? Dopo quasi 3 mesi la legge contro l’omofobia in Emilia Romagna sarà votata il 9 luglio. Ma quale “versione” del testo verrà discussa è un mistero, pare sia quella base, e allora ci risiamo. Ma ci rendiamo conto del pericolo di questo provvedimento? Dopo lo scandalo sugli affidi di minori a Bibbiano, con una legge del genere chi proverà a denunciare anomalie o illeciti compiuti da una coppia omosessuale, come è emerso dall’inchiesta Angeli e Demoni, sarà accusato di omofobia? Non si possono negare le libertà costituzionali, eppure qualcuno sta tentando di farlo. Per di più l’accusa di omofobia è soggetta alla percezione della vittima, quindi è a rischio l’oggettività del reato», hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente del Congresso Mondiale delle Famiglie e di Pro Vita e Famiglia.

Se l'abuso dei termini "vita" e "famiglia" da parte dei due fondamentalisti pare un'offesa alla decenza e alla lingua italiana, pare aberrante anche loro demonica strumentalizzazione die fatti di Bibiano come mezzo per riuscire ad essere complici dei bulli omotrasofobici.
Se non è chiaro che cosa mai dovrebbe centrare quelle indagini con gli adolescenti che vengono derisi o picchiati a scuola, evidente è come i due direbbero qualunque cosa pur di rendersi complici dei bulli omofobi:

«Promettiamo un’opposizione dura da parte del Congresso delle Famiglie, come quella che arenò il provvedimento in commissione Parità a causa di un emendamento contro l’utero in affitto che prometteva di non concedere contributi ad associazioni che non lo vietavano», hanno proseguito i due organizzatore del Congresso delle Famiglie.
«Vogliamo che questa legge ideologica e liberticida», ha aggiunto Matteo Di Benedetto del circolo territoriale di Bologna, «non passi. Il suo scopo è dare soldi e uno spazio privilegiato nelle scuole, nei media, nel mondo del lavoro e nella sanità alle associazioni Lgbt, al gender e a ogni istanza connessa, come l’utero in affitto. A maggior ragione, dopo lo scandalo dei falsi affidi sul nostro territorio, collegati anche a false accuse di omofobia, un’azione del genere sarebbe sintomo di una volontà fortemente totalitaria e indottrinante».

In quella retorica leghista in cui tutto va sempre usato contro il prossimo, i due fondamentalisti tentano di sostenere che il contrasto alla discriminazione sarebbe da intendersi come un "privilegio" mentre loro non pagano neppure le stesse tasse delle loro vittime dato che la loro propaganda viene fatturata attraverso il sistema agevolato delle "onlus".
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