Secondo CasaPound, l'attacco al lager libico sarebbe un complotto contro il "loro" Matteo Salvini



Sessanta migranti sono rimasti uccisi durante il bombardamento di un centro libico di detenzione per migranti adiacente alla base militare di Dhaman, ad Est di Tripoli.
Secondo Francesca Totolo, una "giornalista" che scrive sul "giornale" di CasaPound, l'attentato sarebbe il frutto di un complotto internazionale volto ad impedire che il ministro Salvini possa continuare a spergiurare la totale sicurezza dei porti libici:


E chissà non voglia farci credere che anche i 172.541 libici che hanno dovuto abbandonare le proprie case non siano parte del complotto. Così come avrebbe dovuto parteciparvi anche l'Eni dato che ad aprile ha fatto evacuare gli impianti da tutto il personale italiano. E non va meglio con la Farnesina, la quale non consiglia certo ai nostri connazionali quei «porti sicuri» ma «ribadisce l’invito ai connazionali a non recarsi in Libia e, a quelli presenti, a lasciare temporaneamente il Paese in ragione della assai precaria situazione di sicurezza».
Ma Salvini e i neofascisti continuano a giurare che quei porti debbano essere ritenuti sicurissimi dato che mica sono loro a dover essere deportati lì. E per sostenerlo, sono disposti persino a rendersi ridicoli con teorie complottiste molto imbarazzanti.
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