Secondo FdI, il contrasto all'odio omofobico è «folle» e «i bambini cresceranno con una mente deviata»



L'ostruzionismo delle destre contro il progetto di legge che si prefigge di contrastare i crimini omo fobici si è ben presto tramutata in veri e propri sfottò in aula, tra derisioni e una squallida ostentazione di odio contro un intero gruppo sociale.
Si sono sentiti frasi deliranti come il sostenere che l'autodeterminazione e il rispetto sarebbero una «poppetta avvelenata», così come dice Andrea Galli (Forza Italia) mentre spiega che bisognerebbe imporre «uomo, donna e figli» perché altrimenti lui si sentirebbe privato dalle sue «certezze» qualora agli altri non venga imposto per legge l'obbligo di risultare conforme ai suoi pruriti sessuali.

«I bambini cresceranno con una mente deviata», dice invece Fabio Callori (Fratelli d'Italia). «E anche mondo della cultura avrà spettacolini devianti perché sono finanziati dalla Regione. Anche nella sanità diventerà un problema per i medici che dovranno occuparsi di generi e orientamenti sessuali che non hanno nulla a che vedere con la normale vita quotidiana».
La sua tesi è che i sindaci dovrebbero scegliere autonomamente se proteggere i gay dalla violenza omofoba o se infischiarsene perché parte di quell'ideologia dell'odio su cui si basa l'estrema destra di Giorgia Meloni. La sua tesi è che «uno sparuto gruppo di persone che sono venute ad imporre ad una regione la loro volontà» a danno di quella che lui dice sia «la maggioranza» da anteporre alle minoranze discriminate. «avremo dei cittadini lgbt che avranno contributi a fronte di cittadini che lavorano e si vedranno sottrarre risorse per finanziare questi progetti».

Surreale è stato anche il tentativo di sostenere che la protezione da crimini d'odio toglierebbe l'eguaglianza ai gay, anche se pare improbabile che Michele Facci (Fratelli d'Italia) rischi di essere aggredito per strada perché eterosessuale. E patetico è come se ne sia uscito con i soliti slogan su un fantomatico «pensiero unico che vuole censurare chi la pensa diversamente».
Peccato che picchiare un gay o portare al suicidio un adolescente non è un «pensiero» ma un crimine.


Molto grave è anche la strumentalizzazione della religione con cui Giancarlo Tagliaferri (Fratelli d'Italia) ha tentato di sostenere che bisognerebbe privare i gay dalla protezione dello stato perché i gay non piacciono ai preti.  «Voi -dice- non lasciate aprire alla coscienza di chi frequenta i prelati, il mondo cattolico. Che va da loro, che piange, si dispera per il voto che stanno portando a fare». Ha parlato di «bacio di Giuda» e ha sostenuto che i diritti civili sarebbero «un altro credo, un'altra religione».


Poi il consigliere Tagliaferri si è messo pure a dire che il Papa non vorrebbe il contrasto ai crimini omofobi in nome della fantomatica «ideologia genderer» che accosta ad Hitler. Non è mancata poi la lettura della propaganda della stampa integralista, volta a sostenere che si debba imporre una divisione del mondo in «maschile e femminile» che non crea problemi ai suoi pruriti e alle sue fantasie sessuali:


Praticamente siamo alla farsa, inscenata per ostentare l'omofobia delle destre a danno dei cittadini e a favore del loro tornaconto elettorale. Il tutto continuano ossessivamente a cercare di creare contrapposizioni sociali, ribadendo che per Fratelli d'Italia la tutela delle persone discriminate dovrebbe essere visto come un affronto a chi non ha bisogno di quelle tutele perché esclusi da violenze specifiche. Secondo loro, le minoranze non dovrebbero avere diritti perchè le maggioranze devono occuparsi solo di accaparrasi privilegi:


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