Sicilia Pride: il comune vieta la lettura di testi sacri perché il parroco sostiene che sia «irrispettoso» pensare che Dio non sia omofobo



La Bibbia deve essere interpretata in chiave omofoba e va vietata ai gay. È quanto sostiene don Francesco Giannola, arciprete della parrocchia di Balestrate, in Sicilia. Nonostante non si abbia notizia di sue critiche contro un Matteo Salvini che bacia crocefissi mentre durante convegni volti a promettere sistematiche persecuzioni del prossimo, di un Pillon che usa i presepi come mezzo di offesa alla libertà religiosa dei bambini di altre confessioni o di quei camerata di Forza Nuova che brandiscono rosari e crocefissi e rosari mentre pregano contro i gay, è inveendo contro la notizia che al Gay Pride verranno lette alcuni testi della Bibbia.
Ponendosi come detentore del volere di Dio contro il prossimo e chiarendo che lui è troppo impegnato a guardare la pagliuzza nell'occhio del fratello per preoccuparsi della trave che è nel suo, è rilasciando dichiarazioni alla stampa locale che se n'è uscito sbraitando: «La parrocchia esprime molto rispetto e discrezione verso questa manifestazione, ed è contro ogni forma di omofobie e violenza, ma non possiamo tacere sulla strumentalizzazione per fini propagandistici delle Sacre Scritture. La parola di Dio non va abusata, ma approcciata santamente con una lettura storico-critica sotto l’azione dello Spirito Santo. Chiediamo rispetto anche noi».
Insomma., il prelato ci tiene  afar sapere che lui teorizza esista un «noi» e un «loro» e che lui sostiene che i gay che credono in Dio sarebbero «irrispettosi» del suo odio contro di loro. E se è probabile che questo prete dovrà rispondere a Dio delle sue blasfeme parole, la libertà religiosa sancita dalla nostra Costituzione rende del tutto irrilevanti le sue parole d'odio.
Ma dato che l'Italia è un Paese laico solo a parole, la violenza ideologica di don Francesco Giannola si è ben presto tramutato in un divieto alla libertà religiosa. L'amministrazione del Comune di Balestrate ha infatti invitato Coordinamento Palermo Pride a modificare il programma dell’evento: «Ho chiesto agli organizzatori di utilizzare altri testi dedicati all’amore –replica l’assessore alle pari opportunità Marisa Saputo– senza l’utilizzo testi sacri per evitare strumentalizzazioni o fraintendimenti. Purtroppo sta passando un’informazione distorta rispetto a quella che sarà la finalità della giornata. Parleremo di diritti umani, quelli di cui tutti dovremmo farci portavoce».
Inoltre, sempre nell'ottica di tentare di creare odio contro i gay, alcuni politici di estrema destra hanno annunciato che invieranno spie per «vigilare sulla manifestazione per contrastare la diffusione dell’ideologia gender».
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