Bossi e Belsito resteranno impuniti con la prescrizione. Confermato solo il risarcimento chiesto alla Lega



La prescrizione ha fatto cadere le confische personali disposte verso i leghisti Belsito e Bossi, i quali non pagheranno un solo centesimo di risarcimento e non faranno un solo giorno di carcere per la loro maxi-truffa ai danni degli italiani. La Cassazione ha però confermato il reato commesso e i 49 milioni che la Lega di Matteo Salvini dovrà restituire (senza interessi in ottant'anni di comode rate).
Durante l’udienza in Cassazione, Belsito aveva chiesto la ricusazione dei giudici della sezione feriale attraverso il rinvio dell'udienza dopo che in cancelleria era sparito il fascicolo relativo al dibattimento di primo grado e la documentazione sui conti correnti della Lega. Se la richiesta fosse stata accolta, Salvini si sarebbe visto annullare quel debito che la segreteria del suo partito considera già ridotto a soli 18 milioni di euro grazie alla surreale ratealizzazione ottenuta.
La pubblica accusa aveva chiesto la conferma delle condanne per Belsito e Bossi parlando di «indubbie spese per la famiglia Bossi» e di falsi rendiconti finalizzati a nascondere che «in realtà si finanziava la famiglia Bossi».

Intanto sui siti di propaganda leghista si inizia a tentare di sostenere falsamente che la prescrizione sia assoluzione e che i fatti comprovati dalla Cassazione non sarebbero mai avvenuti perché scaduti i termini. Mostrandoci come la menzogna sia il loro pane quotidiano, Vox News arriva persino a titolare:


Mostrando tutta la loro malafede, scrivono persino: «Sembra una sentenza politica. Si assolvono i responsabili della presunta truffa e poi si chiede al partito che rappresentavano la restituzione dei soldi che loro non hanno fregato». Insomma, siamo alla solita farsa della propaganda salviniana a favore di chi delinque a danno degli italiani.
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