Giorgia Melini sciacalla i morti di Marcinelle e teorizza la "supremazia razziale" dei migranti italiani

Giorgia Meloni

Ormai la propaganda politica è fatta di strumentalizzazioni, con i leader politici che se ne infischiano die veri problemi dato che è molto più comodo compiacere l'odio e il pregiudizio piuttosto che darsi da fare per il futuro del Paese. Ed è così che Giorgia Meloni si è affrettata a sciacallare i morti di Marcinelle nella speranza di poterne trarre un profitto personale:


Curiosamente la signora non si è messa a sbraitare che quei migranti potevano restarsene a casa loro o che  nessuno li ha obbligati a partire così com'è solita solita fare. Anzi, ha direttamente omesso di specificare che si stesse parlando di migranti o che il Belgio avrebbe dovuto chiudere le frontiere e rigettare quei migranti che andavano a prendersi i loro soldi, il loro lavoro e le loro donne...
Ed ovviamente manco racconta che la povertà che ha portato quella gente lontano da casa è stata una guerra disastrosa voluta dal suo amato Mussolini, il quale ha portato il paese alla miseria attraverso dialettiche, odi, razzismo e bellicosità non dissimili da quella he lei propone.
Il risultato è l'immagine di una donna che ribalta la sua ossessiva dialettica contro i migranti, proponendoci una tesi che parrebbe funzionare solo se la signora Meloni stesse teorizzando che la pari dignità sia ingiusta e che gli italiani dovrebbero essere ritenuti una "razza" superiore alle altre esattamente come sostenevano Mussolini ed Hitler. D'altra parte lei non ha mai speso una sola parola per i migranti che muoiono sotto il sole d'estate perché sfruttati da italiani privi di scrupoli in cerca di manodopera a basso costo, così come non pare rendersi conti che non ci sono file di disoccupati che si propongono per andare ad asfaltare le autostrade.
Pare inoltre che quelle persone siano state spedite in Balgio in cambio di forniture di carbone, alla faccia di quella fantomatica «tratta degli schiavi» di cui lei accusa le Ong, da lei ritenute "colpevoli" di salvare vite umane delle vittime degli scafisti anziché lasciare che muoiano nel Mediterraneo come molti suoi elettori vorrebbero. E davanti all'evidente discrepanza fra le politiche razziste di Fratelli d'Italia e la celebrazione dei migranti italiani, i suoi seguaci se ne escono dicendo che gli altri non sarebbero esseri umani ma «animali» da macellare:


Ma che dicevano gli altri dei migranti italiani? In una relazione dell'Ispettorato per l'immigrazione del Congresso degli Stati Uniti, redatta nell'ottobre 1919, i migranti italiani venivano descritti come «di piccola statura e di pelle scura. Molti puzzano perché tengono lo stesso vestito per settimane. Si costruiscono baracche nelle periferie [...] Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina; spesso davanti alle chiese donne e uomini anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano sia perché poco attraenti e selvatici, sia perché è voce diffusa di stupri consumati quando le donne tornano dal lavoro. I governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, di attività criminali».
Insomma, l'odio non era dissimile da quello che viene oggi vomitato da Fratelli d'Italia. E non meno patetico è come la strumentalizzazione odierna di Giorgia Meloni non sia altro che una scopiazzatura della propaganda leghista dello scorso anno.
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