I lettori de Il Primato Nazionale: «I froci puzzano e hanno rotto il cazzo. Che l'Aids li fulmini»



Anche i camerata di CasaPound hanno tentato di difendere quel Matteo Salvini che ha chiesto a due cubiste di scuotere le tette sulle note dell'inni nazionale al fine mentre lui si improvvisava Dj. Ed ovviamente anche loro sono ricorsi quella dialettica della contrapposizione introdotta dal leghismo, la quale sdogana qualunque cosa proponendo temi che possano suscitare odio nel destrosio medio.
Ed è così che i camerata hanno sbraitato contro «la sinistra» e contro i gay, lamentando che loro si sentano offesi se una persona lgbt osa cantare un il proprio inno nazionale durante una manifestazione politica finalizzata alla rivendicazione di diritti garantiti dalla Costituzione (e non certo durante una festa in spiaggia con tanto di cocktail in mano).

Ma quello che maggiormente stupisce del loro articolo intitolato "Inno di Mameli e trans. Al Gay Pride la Cirinnà lo cantava così" è la ferocia e la depravazione di alcuni commenti che hanno passato la moderazione della loro redazione, tra cui:


Partiti e pubblicazioni che incitano un simile odio andrebbero indagati. Ma forse nell'Italia salviniana tutto diventerà lecito e l'odio sarà elevato a dogma di fede...
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