Jacopo Coghe definisce «attivista pedofilo» un attivista lgbt. Poi parla di «errore involontario»



Massimo Consoli, tra i padri fondatori del movimento LGBT italiano, sarebbe il «fondatore del movimento gay Italia e attivista pedofilo». È quanto scrive Jacopo Coghe, presidente della La Manif Pour Tous (ora confluita all'interno della  organizzazione forzanovista Provita Onlus) in un articolo apparso sulle pagine de Il Giornale.
L'uso del termine "pedofilo" cnon è passato inosservato dato che numerosi personaggi legarti alla setta di Coghe e dei movimenti neofascisti stanno cercando di promuovere quell'accostamento assurdo e calunnioso. Ed è con svariati giorni di ritardo che il fondamentalista ha ratificato quella definizione sostenendo si sia trattato di un «errore involontario»:


Pare un po' curioso che un «errore involontario» proponga una calunnia promossa proprio dalle organizzazioni a lui vicine. Lo osserva anche Fabrizio Marrazzo, osservando come quella rettifica puzza di presa in giro, di arrampicata sugli specchi, di ennesima gratuita e diffamante volgarità ai danni di un’attivista LGBT da parte di un quotidiano che parrebbe divertirsi a fare da clava omofoba nei confronti della nostra comunità.

Quindi anche noi possiamo dire che Jacopo Coghe è un militante dell'strema destra e un attivista pedofilo per poi attendere giorni prima di dire che abbiamo sbagliato a scrivere?
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