La Digos ferma chi contesta il candidato Salvini che si fa campagna elettorale a spese del Viminale



Non è normale che la Digos sia al servizio di un candidato che fa campagna elettorale. Non è normale che un ministro preferisca farsi campagna elettorale da un anno a spese dei cittadini. E non è normale che alcuni principi costituzionali siano calpestati dal leghista che vuole ottenere «pieni poteri» al pari di Hitler. Eppure in Italia capita questo:


Intanto Salvini ha annullato il suo Beach Party in Sardegna in modo da impedire ai pastori di poter pritestare contro le sue false promesse elettorali. D'altra parte c'è chi sta ancora attendendo che tolga le accise dalla benzina dato che aveva promesso sul suo onore che lo avrebbe fatto al primo consiglio dei ministri.
Ma d'altronde lui è un tizio che campa dal 1993 a spese degli utaliani per dire cose, ormai focalizzandosi su insulti e bullismo come in questo caso:


Ma forse è più preoccupante osservare come il leghista affermi pure:


Slogan e pretesti appaiono molto simili a quelli del fascismo. Il 16 novembre 1922, Benito Mussolini dichiarò davanti al Senato:

Signori,
Da ulteriori comunicazioni apprenderete il programma fascista, nei suoi dettagli e per ogni singolo dicastero. Chiediamo i pieni poteri perché vogliamo assumere le piene responsabilità. Senza i pieni poteri voi sapete benissimo che non si farebbe una lira - dico una lira - di economia. Con ciò non intendiamo escludere la possibilità di volonterose collaborazioni che accetteremo cordialmente, partano esse da deputati, da senatori o da singoli cittadini competenti. Abbiamo ognuno di noi il senso religioso del nostro difficile compito. Il paese ci conforta ed attende. Vogliamo fare una politica estera di pace, ma nel contempo di dignità e di fermezza: e la faremo. Ci siamo proposti di dare una disciplina alla Nazione, e la daremo. Nessuno degli avversari di ieri, di oggi, di domani si illuda sulla brevità del nostro passaggio al potere. Illusione puerile e stolta come quella di ieri. Il nostro Governo ha basi formidabili nella coscienza della Nazione ed è sostenuto dalle migliori, dalle più fresche generazioni italiane. Non v'è dubbio che in questi ultimi giorni un passo gigantesco verso la unificazione degli spiriti è stato compiuto. La patria italiana si è ritrovata ancora una volta, dal nord al sud, dal continente alle isole generose, che non saranno più dimenticate, dalle metropoli alle colonie operose del Mediterraneo e dell'Adriatico. Non gettate, o signori, altre chiacchiere vane alla Nazione. Cinquantadue iscritti a parlare sulle mie comunicazioni, sono troppi. Lavoriamo piuttosto con cuore puro e con mente alacre per assicurare la prosperità e la grandezza della Patria.
Così Iddio mi assista nel condurre a termine vittorioso la mia ardua fatica.

L'unica differenza è che Salvini si rifiuta già di presentarsi davanti al Senato perché non vuole rendere conto del RussianGate.
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