La setta di "Osservatorio Gender" invita i sedicenti "cristiani" ad emulare i nazifascisti polacchi



Oltre al senatore leghista Simone Pillon, anche i fondamentali di "Osservatorio Gender" plaudono al 15enne polacco che i neofascisti hanno scagliato contro il Pride con in mano un crocefisso brandito con lo scopo di promuovere cieco odio contro un interi gruppo sociale manco si fosse tornati ii tempi del nazismo.
Giurando che il ragazzetto non avrebbe mandati nonostante ripetesse a pappagallo gli slogan delle lobby omofobe internazionali, sostengono falsamente che il pupillo dei nazifascisti avrebbe «fermato il Pride» in nome di quello che loro sostengono sia una divinità omofoba e xenofoba contraria ai principi di amore e di accoglienza di cui parlano i Vangeli. Il tutto evitando di notare che il 15enne ha partecipato ad un raid violento ed illegale organizzato dalle destre neofasciste. Spergiurando pure i gay debbano essere ritenuti «blasfemi» in quanto sgraditi al pretuncolo di estrema destra che gestisce quel sito di promozione all'odio, la setta omofoba scrive:

Un gesto coraggioso compiuto sabato scorso da un ragazzo polacco di 15 anni che ci fa guardare con speranza al futuro. Non tutti i giovani infatti sono ideologizzati dai dettami LGBT.
Jakub Baryła, 15enne polacco residente nella cittadina di Płock, è stato fotografato mentre con un crocifisso in mano, pregava e camminava andando incontro al Gay Pride del suo Paese, sfidando il cordone di polizia che lo ha portato poi via di peso.
L’idea di interrompere il Gay Pride con un crocifisso gli è venuta da padre Ignacy Skorupka, cappellano dell’esercito Polacco, che cadde durante la battaglia di Varsavia nel 1920 per mano dei bolscevici. Il ragazzo, dopo aver visto l’immagine della Madonna di Czestochowa profanata da un attivista LGBT, ha deciso di intervenire.

Si badi che quella che la setta integralista definisce «profanazione» non è altro che una bandiera rainbow sventolata nei pressi della statua in questione. Quindi siamo davanti all'inumana violenza di gente che usa santi e madonnine per limitare la libertà altrui sui luoghi pubblici, raccontando che Dio debba pensare ciò che loro gli attribuiscono sulla base dei loro tiramenti dato che la loro assenza di etica non gli impedisce di attribuirgli volontà discriminatorie finalizzate al male. E non va meglio quando la setta loda pure il fanatismo di un 15enne che dichiara:

“Ho chiesto una croce a un prete di una parrocchia di Płock”, ha spiegato Jakub. “Volevo che il mio gesto fosse visibile a quante più persone possibile. Volevo che facesse riflettere e discutere. Così ho camminato con una croce in mano davanti al cordone di polizia che proteggeva il Pride. Successivamente mi sono seduto sul marciapiede e ho pregato in latino la Salve Regina”.
“I poliziotti sono arrivati da me e mi hanno chiesto di alzarmi. Ho detto che non potevo farlo, perché gli attivisti del Pride stavano distruggendo la mia fede cattolica e profanando la bandiera polacca, ponendovi sopra un arcobaleno. La polizia mi ha portato via di peso. Ma in generale gli ufficiali si sono comportati in modo impeccabile”.

Stando a questa teoria, i veri cristiani si sarebbero dovuti sentire legittimati ad avventarsi sul giovane dato che stava profanando un crocefisso brandito come arma di offesa? Così sostengono loro... E non va meglio con la conclusione, dove la setta si lancia nello scrivere:

Il gesto coraggioso di questo ragazzo, andato contro il politically correct dominante, possa essere d’ispirazione per noi e per tutti coloro che hanno rinunciato a denunciare pubblicamente e chiaramente i Gay Pride (e tutte le attività LGBT), eventi peccaminosi e vergognosi.
Una domanda sorge però spontanea: tutti gli altri dove sono? Ci sarebbe dovuto essere tutto il popolo cattolico a denunciare il Gay Pride, ma solo un ragazzo ha avuto il coraggio di farlo. Speriamo che questo gesto possa essere l’inizio di una nuova consapevolezza da parte dei cattolici di voler difendere il proprio Paese dall’ideologia LGBT.

I signori che hanno firmato tale proclamo dovrebbero spiegarci cosa ci sarebbe di "coraggioso" nell'unirsi ad una banda di neonazisti, così come forse dovrebbero documentarsi per capire che l'omosessualità è un orientamento sessuale e non certo una "ideologia" come loro amano definirla per cercare di ingannare i loro proseliti (che di certo non devono brillare di intelligenza se davvero credono a quello che loro scrivono).

Checché spergiurino i giornaletti integralisti, pare che il 15enne polacco sia una pedina della propaganda neonazista finalizzato a promuovere la destra anti-LGBT (appoggiata dalla Chiesa Cattolica polacca) in vista delle lezioni che si terranno il 13 settembre prossimo. Insomma, il loro obiettivo è rovinare vite umane pur di promuovere una destra che promuova politiche anti-cattoliche ed anti-umane in nome di come alcuni vescovi siano favorevoli all'odio razziale e religioso.
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