Le destre chiedono la censura del Lucca Comics: «C'è una deriva che va verso la cultura gender»



Innanzi tutto andrebbe chiarito cosa intendano quando parlano di «gender», così come non si capisce perché mai dicano che un dato di fatto come l'identità di genere debba essere ritenuta una «ideologia» solo perché lo spergiura quel Pillon che va in giro a dire che Dio avrebbe creato una donna-cubista incaricata di scuotere le tette sulle note dell'inno nazionale per sollazzare i desideri sessuali del ministro-dj...
Fatto sta che le destre chiedono la censura del Lucca Comics, sbraitando come indemoniati contro la presenza di un albo di Leo Ortolani che vede una protagonista transessuale.
Forza Italia dichiara: «La diversità dovrebbe essere spiegata in altri termini, non vorremmo che ci fosse una deriva che va verso la cultura gender». Per la Lega, invece, il tema sarebbe «pericoloso» e se ne sarebbero potuti scegliere «altri».
Non va meglio con il Movimento 5 Stelle, il quale se n'è uscito dichiarando che «su questi temi c’è un’estrema discrezionalità. Forse noi non siamo preparati per giudicare sulla bontà o meno delle scelte che vengono prese ma un luogo deputato a questo sarebbe necessario».

Tutto questo a fronte di questa semplice tavola:


Il direttore generale del Lucca Comics & Games, Emanuele Vietina, rimanda al mittente tutte le polemiche delle destre cittadine: «Quest’anno -dichiara- con l’idea di mettere al centro l’umanità si è inteso invitare il nostro mondo, a ritrovarsi nei festival, momenti in cui le persone possono confrontarsi dal vivo [...] Abbiamo voluto ampliare il dibattito, e da un immagine che ci invita ad abbracciare la diversità, prime fra tutte quelle dei media e delle identità che compongono Lucca Comics & Games, ci è venuto naturale affrontare anche la tematica del non binarismo di genere».
Riguardo alle critiche contro Ortolani, precisa: «Parliamo di uno dei maggiori autori italiani, le cui doti sono indiscutibili».

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