Matteo Salvini promette che userà lo stato per le sue vendette personali: «Stai buona zingaraccia che tra poco arriva la ruspa»



In uno stato normale, commettere il reato di istigazione all'odio razziale porterebbe alle dimissioni di un ministro. In Italia, non succede. Anzi, succede che il ministro leghista Matteo Salvini abusi del suo ruolo istituzionale per fare bullismo e promettere che lui userà i mezzi dello stato por vendette personali.
Con toni più consoni ad un ubriaco al bar che ad un ministro, sui suoi canali di propaganda social scrive:


Se la parole della donna non sono certo scusabili, non risultano accettabili le parole di un ministro della Repubblica che usa il suo ruolo per lanciare minacce altrettanto grave, con l'aggravante di come a defecarle sia un rappresentante delle istituzioni e non un ragazzetto di periferia.
Immediato è arrivato il plaudo dei suoi proseliti, eccitati da un ministro che defeca odio contro interi gruppi mentre fa giocare suo figlio con i mezzi dello stato. Un uomo he non ha mai lavorato un solo giorno della sua vita ma che si fa pagare lo stipendio anche quando fa l'assenteista. Insomma, il fuetto che fa il bullo mentre si vanta di portarsi a letto una ragazzina che ha la metà dei suoi anni mentre si vanta di aver criminalizzato chi salva vite umane in mare.
E che si tratti di istigazione all'odio razziale o di minacce di morte, Salvini continua a cercare profitti mostrando ai trogloditi che lui può essere più bestia delle beste e più bullo dei bulli.
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