Salvini incolpa suo figlio per la moto d'acqua, poi accusa di pedofilia chi ha denunciato i suoi abusi



Bibbiano, Bibbiano, Bibbiano. Il ministro Matteo Salvini non parla d'altro da giorni, usando le vittime di un'inchiesta ancora in corso per cercare di aizzare i propri proseliti contro gli avversari politici, abusando vergognosamente di quei minori per tentare di trarne un profitto personale.
Oggi ha organizzato una conferenza stampa dalla spiaggia, presentandosi in veste di ministro solo dopo essersi premurato di mettere in bella mostra il simbolo del suo partito, sia mai che perdesse un'occasione per cercare di trarre profitto personale da un ruolo che dovrebbe porlo al servizio di tutti gli italiani... E tra le solite invettive propagandistiche, imbarazzante è come il ministro abbia usato persino di suo figlio per cercare di evadere le domande sul perché abbia chiesto alla polizia di farlo giocare. Contando ad alta voce per far vedere che lui era incazzato come una bestia contro quei giornalisti che fanno domande scomode al posto di idolatrarlo com'è solita fare quella gente che lui ha messo in Rai a spese degli italiani, se n'è uscito dicendo: «Non parlo di figli e di minori che vanno tenuti fuori della polemica politica. Mi vergogno per chi coinvolge i bambini nella polemica politica. Vada a riprendere i bambini, lei che è specializzato e le piace tanto. Vada a riprendere i bambini in spiaggia».
Lo ha detto lui, il padano che ha organizzato un comizio a Bibbiano e che ora non vuole accettare l'evidenza di come sia sua la responsabilità di un figlio che è stato fatto giocare con le attrezzature della polizia di stato. E non meno grave è come non abbia voluto rispondere circa l'identità die due presunti agenti di polizia che hanno inamidato il giornalista, preferendo accusare il giornalista di Repubblica di essere un pedofilo. Poi, non contento, ha aggiunto: «Se voglio ridere leggo il vostro giornale».

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