Caso cappato. Salvini ricorre al terrorismo e delira su fantomatici «suicidi imposti per legge»



La Consulta gli aveva concesso un intero anno per poter legiferare, ma lui ha preferito concentrarsi sulla sua campagna elettorale. Ora che i giudici hanno sancito l'incostituzionalità della legge che criminalizza chi aiuta l'autodeterminazione di una persona «pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli», l'ex ministro leghista pare non aver manco letto la sentenza nell'andare sui giornali a parlare di un imprecisato suicidio "imposto" dallo Stato.
Sarà che i suoi seguaci non paiono aver problemi nell'essere costantemente presi in giro, ma raccontare falsità propagandistiche al fine di fomentare paure irrazionali da poter cavalcare per il suo tornaconto personale è un fatto che si commenta da sé.
E non va meglio con chi non ha problemi con gli stupri e le torture praticate nei lager libici da lui finanziati, che si compiace delle ruspe che demoliscono i rifugi dei disperati o di quelle sue leggi che criminalizzano chi non abbandona in mare i naufraghi, ma poi se ne esce dicendo che «la vita è sacra».

Ma dato che Salvini dice tutto e il contrario di tutto sulla base di quello che ritiene possa essere la sua convenienza personale, pare surreale che nel febbraio del 2017 scrivesse:


Ora che la Corte ha sancito il diritto alla «libera scelta» da lui invocata, il leader leghista pare intenzionato a rinnegare sé stesso per cercare di conquistare le simpatie dei fondamentalisti cattolici. Alla faccia delle coerenza...
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