I leghisti dicono di voler parlare di Bibbiano, ma poi disertano la Commissione d'inchiesta regionale



I leghisti sono quelli che escludono i bambini stranieri dalle classi e dalle mense, che danno tonno in scatola i bambini poveri e che impediscono la trascrizione all'anagrafe di quelli con due mamme o due papà. Sono quelli che vorrebbero abbandonare in mare i bimbi che fuggono da guerre e povertà, radendo al suolo i rifugi di fortuna di chi ce l'ha fatta. Ma poi dicono che loro vogliono parlare i Bibbiano.
Vogliono se ne parli anche se non ci sono nuove informazioni e nonostante il loro chiacchiericcio rischi di danneggiare proprio le vittime, fregandosene di tutto e di tutti nella speranza di poter trarre un profitto personale dallo sciacallaggio di un caso giudiziario che tentano di usare contro un partito che i magistrati hanno già appurato sia estraneo ai fatti. E se la leghista Borgonzoni si è guadagnata i suoi cinque muniti di popolarità mostrando una patetica maglietta durante la discussione in aula per la fiducia al nuovo esecutivo, la signora dovrebbe forse spiegarci gli esatti confini del suo interesse per i bambini dato che oggi, alla Commissione d'inchiesta regionale per la tutela dei minori, l'unico partito assente era proprio la Lega.
Evidentemente i leghisti sono molto interessati allo sciacallaggio dei bambini ma preferiscono le sagre e le feste al Papete quando c'è da lavorare. Un po' come quando l'ex ministro Salvini se ne stava sui social ad inveire contro l'accordo di Dublino anche se non ha trovato il tempo per presentarsi a ben 22 riunioni europee sul tema. D'altra parte lavorare costa fatica ed inveire istericamente contro il mondo è assai più facile e redditizio.
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