Il bullismo di Nicola Porro contro Greta Thunberg



Sembra evidente che Nicola Prorro abbia deciso di contribuire alla campagna d'odio leghista e neofascista contro Greta Thunberg, ma ciò non pare giustificare gli articoli di puro bullismo che troviamo sul pubblicati suo blog.
Pare infatti violare le più basilari regole di etica e di morale un adulto che si mette ad inveire contro una minorenne definendola «Cassandra trecciolina» o «Giovanna d’Arco in cerata gialla». E non va meglio con quelle semplificazione da bambinetto dell'asilo che porta l'articolo pubblicato da Porro a lamentarsi che Greta non dovrebbe prendere il treno o non dovrebbe poter usare Twitter perché inquinano, forse ignari che nessuno stia suggerendo che la tutela dell'ambiente significhi dover tornare nelle caverne.
Si passa così a sostenere che i timori per il futuro del pianeta siano parole da «juke-box jettatore» e che i giovani siano degli ingrati da deridere. A loro l'articolo attribuisce frasi come: «noi giovani siamo invincibili e abbiamo la verità, voi vecchi morirete presto, siete brutti, sporchi e in malafede anche se ci pagate i vizi e desideri che nessuna generazione prima di noi ha potuto sognarsi».

Dicendo che Greta non dovrebbe guardare ai suoi problemi dato che c'è chi sta peggio di lei, è tra insulti e offese che l'articolo incalza:

È il trionfo non dell’individuo, affogato nella massa conformista e vittimista, ma dell’individualismo egocentrico e piagnone che finge di guardare al mondo ma guarda il proprio ombelico: schiave bambine, bambini comprati e venduti, dirottati e spariti, adolescenti che crepano di fame, di sete, di malattia o di miniera, ma Greta ringhia: mi avete portato via i sogni, come osate? A lei, capite? Ed è appena scesa dal panfilo di una famiglia petroliera, gira il mondo sui supertreni e può fare la schifiltosa sul menu.
Può permettersi anche di non seguire le lezioni e in più ci fa la vittima: dovrei essere a scuola invece sono qui a sacrificarmi per l’umanità. Dicono i suoi fanatici a oltranza: poverina, è vittima di una manipolazione colossale e non se ne rende conto. Ma a sedici anni o te ne rendi conto o vai in manicomio, considerato che ti vanti di “vedere l’anidride carbonica depositarsi sui palazzi”. Greta, vogliamo dire, non induce alcuna solidarietà come non la induce la vittima che si presta al gioco losco; sempre più volonterosi della prima ora, d’altra parte, finiscono per detestarla: perché è detestabile, insopportabile nella sua presunzione di sedicenne sicuramente manipolata, ma che sa benissimo di essere manipolata.

Stanando questa teoria, dovremmo dedurne che i romani non possano lamentarsi delle buche nell'asfalto perché in Africa esistono villaggi in cui le strade sono in terra battuta. E sarebbe curioso anche scoprire su quali basi si giuri che Greta sarebbe «sicuramente manipolata».
Trovando divertente alludere al fatto che lui reputi Greta una "cretina", la'rticolo si chiude defecendo:

Tutto il gretismo, o gretinismo, sta qui: in una malefica propaganda postmarxista che tinge di verde il rosso antico, ciò che un filosofo conservatore come Ryszard Legutko ha spiegato benissimo. Ma Legutko è difficile, non lo legge nessuno, Greta è facilissima e la seguono tutti. Tranne Trump.

Questo è un adulto che insulta una bambina solo perché ritiene l'ecologia costerebbe fatica e lui se preferisce fregarsene di chi verrà dopo di lui.
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