Il fondatore di un gruppo che promuoveva "terapie riparative" fa coming out



Mentre la signora Silvana De Mari ottiene la prima pagina del quotidiano di Maurizio Belpietro per sostenere che fantomatici "ex-gay"sarebbero la "prova" di come  i gay possano essere "curati", in Carolina del Sud l'ennesimo integralista ha deciso di vuotare il sacco e di raccontare come dietro quelle balle non si fosse nulla di vero.
Si tratta di McKrae Game, il fondatore di "Hope for Wholeness" che per anni ha promosso un programma basato su fantomatiche "terapie riparative" che venivano inferte anche a minorenni. Lo scorso sabato ha fatto coming out, ha dichiarato di aver sbagliato ed ha confermato che le "terapie di conversione" sono false e fortemente dannose.

Dal suo profilo Facebook, l'uomo scrive:

Certamente mi pento di aver causato danni. Aver supportato e promosso il modello triadico che incolpava i genitori e le terapie di conversione, che facevano credere a molte persone che il loro orientamento era sbagliato, cattivo, peccaminoso, cattivo e, peggio ancora, che potevano cambiare era assolutamente dannoso.

Game ha anche rivelato di aver davvero creduto a ciò che faceva dopo che un "terapista" lo aveva convinto che l’attrazione per lo stesso sesso potesse essere superata, arrivando sino a sposare una donna.
Si stima che negli Stati Uniti il busness delle fantomatiche "terapie riparative" sia secondo solo al traffico di armi, con oltre 698.000 persone che si sono sottoposte a quei "trattamenti". La metà di loro era adolescente, spediti lì da genitori o tutori.
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