Le destre si accaniscono sui minori nel tentativo di cancellare le famiglie arcobaleno



«È una guerra di parole. Non sporca, lercia. Alimenta la paura, aggredisce i deboli, distrae dal mondo intorno e inchioda a una campagna elettorale eterna». Così L'Inkiesta commenta la crociata dell'estrema destra contro le famiglie arcobaleno, combattuta sulla pelle dei più deboli.
Per quanto la fine dell'egemonia salviniana potrebbe offrire ossigeno alle famiglie che il leghista Fontana sosteneva non esistessero, sul tavolo restano cinque esposti alle Procure della Repubblica presentate dall'omofobia organizzata e un disegno di legge a firma di Fratelli d'Italia che mira a vietare la registrazione dei figli delle famiglie gay in violazione alla Convenzione europea sui diritti dei minori.
Gli esposti sono stati depositati dal senatore leghista Pillon, insieme CitizenGo e Generazione Famiglia, lpresso le Procure di Milano, Torino, Firenze, Bologna e Pesaro. Il loro scopo è quello di giocare con le parole e chiedere «l'annullamento delle iscrizioni illegittime» sostenendo che i figli delle famiglie arcobaleno siano «reati di falso ideologico». La loro richiesta è che quei minori siano resi orfani, privati di tutele giuridiche e considerati figli di persone estranee alla loro vita.
Se in realtà non c’è alcun falso ideologico né alterazione di Stato nelle strascrizioni dato che  i sindaci hanno soltanto assicurato la piena vigenza degli art. 8 e 9 della legge 40, posti a tutela dei minori, emerge chiaramente come la strategia integralista miri a colpire i bambini come ritorsione verso quelle famiglie che Pillon non vuole possano esistere.
E non va meglio con il progetto di legge firmato dalla senatrice Isabella Rauti, per la quale: «Due padri e due madri non possono e non devono adottare un bambino». Il primo comma mira a cancellare il diritto del minore a conservare lo status legittimamente acquisito all’estero, violando la libertà di circolazione del minore e sancenco che in Italia i figli di coppie gay siano ritenuti orfani. Negli altri due comma, invece, si mira a sostenere che la responsabilità genitoriale sia legata unicamente al genitore biologico, privando i minori dalle tutele di cui oggi godono.
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