Mario Adinolfi solidarizza con i neofascisti e chiede impunità per la casta che incita all'odio



Mario Adinolfi pare avere grossi problemi con il principi per cui la legge dovrebbe essere uguale per tutti. Se gran parte del suo fatturato deriva dal suo sostenere che la legge dovrebbe conferire privilegi esclusivi ai maschi che eiaculano nella vagina di una donna, è solidarizzando con i fascisti di CasaPound che l'integralista ha commentato la chiusura dei loro profili da parte di Facebook sostenendo che chiunque si candidi in politica dovrebbe essere assolto da ogni dovere civico e possa vomitare odio e infrangere i regolamenti come più gli fa comodo.

Lo ha dichiarato dal suo profilo Twitter, sottolineando che l'impunità dovrebbe riguardare solo ed esclusivamente chi si candida (indipendentemente dal risultato):


Chissà, forse Adinolfi teme che l'applicazione del regolamento di Facebook contro la promozione dell'odio possa interferire con il suo business interamente incentrato sull'omofobia, ma bisognerebbe vedere se sosterrebbe la medesima tesi se un candidato alle elezioni incitasse i propri proseliti a fargli del male. Chissà, forse piagnucolerebbe e si metterebbe a raccontare che la sua teoria dovrebbe applicarsi solo quando sono altri ad essere vittima dell'odio...

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