Non è la D'Urso, lo spot pro-Salvini in prima serata su Canale 5



È svilente la pagliacciata inscenata ieri sera da Barbara D'Urso attraverso un programma che ha cercato di incoraggiare la simpatia degli analfabeti funzionali verso l'ex ministro Matteo Salvini anche attraverso servizi finalizzati alla sua esaltazione fine a sé stessa.
E mentre la padrona di casa ammiccava al suo "Matteo" ed offriva al "capitano" la possibilità di inveire contro gli stranieri e contro i diritti dei minori di Bibbiano, al pubblico veniva spacciato il racconto di una realtà abilmente manipolata da un imbonitore che indirizza i programmi a proprio piacimento. E d'altra parte qui non doveva confrontarsi con la capitana Rackete come a in confronti da cui è scappato a gambe levate, qui doveva solo rispondere alle improbabili "contestazioni" di Asia Argento e Alba Parietti.

La messinscena dev'essere piaciuta molto ai leghisti dato che si sono anche affrettati a griffarla con il loro di partito prima condividerla sui social network russi in quel loro costante ammiccare al desiderio padano per una sottomissione a Mosca. Il tutto mentre sui altri social social network assistiamo a leghisti hanno avviato la loro macchina dell'odio contro chiunque osasse contraddire il "verbo" del loro "capitano":


Chissà se qualcuno potrà far comprendere al signor Enrico che lui non ha l'immunità di Salvini e che certe dichiarazioni rientrano nel reato di diffamazione. E nel reato di diffamazione paiono rientrare anche i messaggi in cui il leghista giura sul cuore immacolato della madonna che i migranti starebbero in alberghi a cinque stelle con tanto di prostitute pagate con denaro pubblico (???) mentre è contro due minorenni (italiani) che chiede l'introduzione della tortura e della pena di morte a quel partito che non ha mai visto di buon occhio i diritti umani.
Insomma, se esiste il populismo e se esiste un'Italia che inneggia al bulletto del Papete è perché una certa televisione lavora alacremente per imbarbarire l'italia e per inneggiare ca chi campa sull'odio.
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