Pillon a Pontida con il feto abortito di Coghe e Brandi



Diceva che i bambini vanno lasciati fuori dalla politica quando usava suo figlio come scudo davanti a chi gli chedeva conto del perché lui lo facesse giocare con le moto d'acqua della Polizia di Stato a spese dei contribuenti, ma poi si è presentato a Pontida con una bimba di Bibbiano abusata ta a fini propagandistici come quei rosari e quelle icone sacre che ormai risultano parte integrante del suo vilipendio alla religione. L'ha mostrata come un oggetto, spergiurando sia stata ingiustamente sottratta a quei genitori che gliel'hanno consegnata in modo che lui la potesse abusare a fini propagandistici (forse facendoci pensare che quei genitori diano inadatti ad un ruolo genitoriale). Ed è in quello schifo che il senatore leghista Simone Pillon si è bullato di come anche la lobby di Toni Brandi e di Jacopo Coghe fosse presente alla carnevalata leghista, ostentando vergognosi manifesti raffiguranti un feto che viene da loro utilizzato contro il diritto di scelta delle donne:


Curioso è osservare come i leghisti amino usare i bambini, incuranti di come il loro partito sia quello che discrimina quelli di colore o che non pare provare alcun interesse per i feti che vengono abbandonati nella pancia delle loro madri nelle acque del Mediterraneo. Sono quelli che radono al suolo i rifugi dei bimbi poveri o che danno loro tonno in scatola nelle mense scolastiche. Ma poi strillano e sbraitano, pronti a sciacallare chiunque per il loro profitto.
1 commento